Crisi dell'ippica pisana: chiesto l'intervento della Regione

Una mozione, il cui primo firmatario è Pieroni, chiede alla Giunta regionale di coinvolgere il Ministero per "trovare soluzioni che aiutino a superare la complicata situazione attuale"

"L’ippodromo di San Rossore è una realtà importante per un territorio che va ben oltre l’area pisana. Dal punto di vista occupazionale, si stima che l’ippica pisana, per le sue antiche tradizioni, impegni circa ottocento addetti. Per questo chiedo alla Giunta di intervenire coinvolgendo il ministero delle Politiche agricole e forestali, per trovare soluzioni che aiutino a superare la complicata situazione attuale". Così il consigliere regionale Andrea Pieroni primo firmatario della mozione indirizzata alla Giunta regionale toscana in merito alle prospettive dell’ippodromo San Rossore di Pisa.

L’ippodromo, che si trova all’interno del Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, risulta attivo dalla metà dell’ottocento ed è riconosciuto tra i migliori a livello nazionale. La società Alfea gestisce la struttura in convezione e versa un canone annuo di 121mila euro al Parco per l’affitto dell’ippodromo e del centro di allenamento. Al cambiamento della politica statale non è corrisposto un adeguato ammodernamento del mondo delle scommesse ippiche e questo ha portato ad un calo dell’incidenza delle stesse: dal 2004 al 2011 si è passati da un incidenza del 69% al 20% e questo calo ha contribuito in maniera sostanziale all’inizio della grave crisi che ha investito l’intero comparto. Oggi l’incidenza si stima intorno al 12-13% a fronte di una crescita delle scommesse sportive che in generale passa dal 31% all’80%. 

"I numeri parlano chiaro - prosegue Pieroni - negli ultimi sette anni le risorse ministeriali destinate ai 40 ippodromi italiani sono diminuite del 62%, questo in termini di posti di lavoro a Pisa si è tradotto in meno 18 dipendenti a tempo indeterminato, pari al 30% del totale; e gli indicatori tratti dal Rapporto di sostenibilità di Alfea, la società che gestisce l’ippodromo e il centro di allenamento, confermano la tendenza negativa: dal 2009 al 2016 si è passati da oltre 33mila spettatori paganti a poco più di 12mila, da 45 a 28 giornate di corse, da 3500 a 1400 cavalli partenti, da un volume di scommesse nell’ippodromo di 4,6 milioni a uno di 1,3 milioni. Serve, a mio avviso, un piano di ristrutturazione e rilancio del settore che permetta a realtà come San Rossore, gestite con sani criteri imprenditoriali, di continuare ad operare ed a svolgere un ruolo attivo nell’economia del territorio che lo ospita".

La mozione, firmata anche dagli altri consiglieri pisani Antonio Mazzeo e Alessandra Nardini, impegna la giunta: ad attivarsi presso il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali affinché da parte dei soggetti pubblici e privati interessati si possa individuare un punto di intesa che porti all’avvio di un razionale piano di ristrutturazione e di rilancio del settore, definendone risorse e tempi di attuazione, mediante interventi funzionali ad un diverso assetto del sistema; a valutare la possibilità, a fronte della situazione di crisi del settore ippico e della contrazione di risorse destinate a remunerare i servizi resi dagli ippodromi che ne rendono di fatto insostenibile la gestione, di avviare un confronto fra tutti i soggetti interessati e finalizzato ad individuare un complesso di specifiche azioni regionali di sostegno, anche considerando un’eventuale rimodulazione dell’importo  del canone d’affitto dell’ippodromo e del centro di allenamento che la Società Alfea versa all’Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli.

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