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Crisi Misericordia, il presidente regionale: "Bisogna fare presto"

La situazione denunicata nei giorni scorsi, con 10 milioni di debiti e 70 persone che rischiano il posto di lavoro, ha destato grande preoccupazione. La Confederazione Toscana: "Settanta lavoratori sono un'anomalia"

Redazione 2 dicembre 2011

Si torna a parlare della tremenda crisi che ha colpito la Misericordia di Pisa, indebitata per 10 milioni di euro e con 70 lavoratori che rischiano il posto. A commentare i gravi problemi finanziari che sta attraversando la Misericordia pisana è Alberto Corsinovi, presidente della Confederazione Toscana delle Misericordie. "Settanta dipendenti su una realtà di volontariato sono un'anomalia, ma ora quello che conta è agire in fretta a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie" ha sottolineato Corsinovi.

Dopo il governatore Antonio Strambi e altri membri residenziali, anche il vicegovernatore Daniele Giugliano ha gettato la spugna, mentre nei giorni scorsi si sono svolte due infuocate assemblee dei lavoratori. La Misericordia pisana, tuttavia, non ha ancora chiesto formalmente aiuto alle "consorelle" toscane e la Confederazione regionale, pur seguendo da vicino l'evolversi della situazione, attende segnali. "Ce ne stiamo occupando - spiega Corsinovi - perché le notizie lette sui giornali hanno destato forte preoccupazione, ma allo stato attuale non c'é alcuna richiesta di un intervento del livello superiore, anche se noi siamo disponibili a dare una mano".

Poco informati anche i sindacati, che mercoledì prossimo incontreranno in assemblea i dipendenti. "Quello che sappiamo - spiega Michele Orsi della Cgil - lo abbiamo saputo in via informale o leggendo i giornali. Mi pare di poter dire che con le dimissioni di Giugliano, sia venuto meno anche l'impegno, preso in prefettura in sede di procedura di raffreddamento dopo la proclamazione dello stato di agitazione, dell'apertura a breve di un tavolo negoziale. A questo punto chi ha potere intervenga. E lo faccia subito in modo da poter ripristinare corrette relazioni sindacali. Noi, insieme a Cisl e Uil, incontreremo i lavoratori e poi decideremo quale percorso seguire".

Lo statuto della Misericordia di Pisa dice che ora la palla passa in mano al collegio dei probiviri, il quale dovrà decidere le mosse future: "Ci sono due strade - spiega Corsinovi - da poter percorrere: sostituirsi al Magistrato e proseguire nella gestione, oppure chiedere all'arcivescovo Giovanni Paolo Benotto di procedere al commissariamento". In ogni caso anche la Confederazione regionale chiede decisioni in tempi brevi, anche perché, conclude Corsinovi, "anche a noi serve sapere in fretta chi sono gli interlocutori con i quali discutere il nuovo regolamento regionale dei servizi di emergenza-urgenza che va in approvazione nelle prossime settimane". Un regolamento, precisa il presidente delle Misericordie toscane, "che però è tarato su associazioni di volontariato che hanno nei servizi chiamati a svolgere una componente volontaristica preponderante". (fonte Ansa)

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