Misericordia, situazione sempre più complicata, i Cobas: "Liquidazione imminente"

La denuncia arriva dal sindacato dei Cobas che sottolinea come ormai anche tra gli stessi volontari sia dominante un clima di crescente sfiducia nei confronti del Magistrato. Manca un concreto piano di risanamento e sviluppo

La crisi nera della Misericordia di Pisa prosegue. Nessun rilancio, ma anzi, ormai la sua messa in liquidazione sembra praticamente certa. E' la denuncia dei Cobas Lavoro Privato, che tornano sulla questione dell'ente, alle prese con debiti milionari e con una situazione tutt'altro che felice.

"Sono trascorse solo poche settimane dalla nostra denuncia sullo stato di coma irreversibile in cui versa la Misericordia di Pisa - affermano dal sindacato - oggi, alcuni membri del Magistrato e del volontariato prendono atto che la volontà degli attuali vertici non è il rilancio delle attività della Confraternita.  Si parla di dimissioni nel Magistrato causati dall'assenza di un piano di risanamento e di sviluppo, il volontariato doveva essere la base su cui rilanciare attività che invece sono stagnanti. La Asl ha effettuato un sopralluogo accertando numerose irregolarità e chiedendo alla Misericordia di mettersi in regola, cosa che non è avvenuta".

I Cobas affermano che in questi mesi si sono dimessi i Probiviri e quindi non esiste più lo strumento di controllo sulle attività del Magistrato, mentre solo pochi giorni fa alcuni membri del Magistrato hanno incontrato volontari e dipendenti spiegando loro che gli attuali vertici della Misericordia vogliono di fatto chiudere ogni attività.

Poi l'elenco delle situazioni che non vanno come dovrebbero: "I lavori di manutenzione del cimitero sono fermi e di conseguenza anche gli incassi; l'immobile del Cep è invenduto e inutilizzato, chi si era proposto per l'affitto di parte dello stesso è stato 'cacciato via' nonostante avesse portato soldi e servizi; il bar ha chiuso i battenti e le due addette a casa senza stipendio; il numero dei funerali è ancora, e inspiegabilmente, al di sotto delle previsioni, Misericordia Toscana assente e è presente un clima di crescente sfiducia verso il Magistrato da parte dei soci, dei volontari e dei pochi dipendenti rimasti che chiedono da mesi risposte senza averle".

"Quando un anno fa scrivemmo che la Misericordia sarebbe stata portata alla chiusura da politiche di smantellamento dei servizi e delle funzioni, ci venne risposto che con i licenziamenti sarebbe iniziato il risanamento - concludono i Cobas - ora anche chi sosteneva queste assurde tesi è arrivato alla nostra stessa conclusione. I Cobas fanno appello al Sindaco, al Prefetto e alla Misericordia Toscana perchè intervengano rimuovendo gli attuali vertici e impegnandosi per salvaguardare gli attuali e residui posti di lavoro senza i quali non ci saranno neppure le attività di volontariato. Lo stesso Arcivescovo da mesi tace e questo suo silenzio un domani sarà considerato complice dei licenziamenti e dello smantellamento della Confraternita".

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