Santa Maria, il comitato: "Si lotta per il controllo del territorio, ma niente convivenza civile"

I residenti del quartiere chiedono maggiore attenzione all'amministrazione, partendo da due esempi: l'irruzione al concerto di Capossela degli studenti e gli orari per la vendita di alcolici criticati da Confcommercio

Immagine di archivio

"E' in atto una lotta per la conquista del territorio. Bisogna ripristinare luoghi pubblici di confronto per stabilire una civile convivenza, da che parte sta il Comune di Pisa?". Il comitato di quartiere di Santa Maria torna a chiedere maggiore attenzione per i residenti del centro storico, spingendo l'amministrazione ad attivarsi maggiormente nel loro interesse per "tener fede al patto approvato dagli elettori". Si chiede fra l'altro: "Dove è finito il nuovo regolamento contro i rumori e gli abusi notturni che nel settembre scorso sindaco e assessore all'ambiente avevano annunciato che era già pronto?" e "i Ctp vanno urgentemente ricostituiti in forma più democratica. Dove sono i nuovi organismi di partecipazione promessi in campagna elettorale dal sindaco Conti?".

Il ragionamento parte da due esempi, recentemente dibattuti in città. Il primo è l'irruzione degli studenti al concerto di Vinico Capossela in Piazza Cavalieri, le cui ragioni sono state poi spiegate dai manifestanti. Il secondo è il regolamento sulle attività alimentari, che prevede anche il divieto di vendita di alcolici per i locali alle ore 1.30, previsione criticata da Confcommercio. Studenti ed esercenti sarebbero quindi per il comitato "le due principali categorie che di fatto limitano la vita pacifica dei residenti e il loro diritto alla tranquillità e al riposo", che in questi casi "si sono scatenate come feroci competitori nella conquista del territorio, che sta diventando una selezione naturale".

Da un lato il comitato chiede interventi, oltre che alle istituzioni cittadine, anche all'Università, rea di "tollerare" la movida. "Perché l'Università e le altre istituzioni a tutela dei diritti degli studenti e della loro salute non hanno mai fatto uno studio scientifico del fenomeno, non hanno fatto campagne efficaci contro l'uso di sostanze alcoliche e stupefacenti e non hanno ricercato spazi alternativi facilmente raggiungibili e compatibili con l'ambiente circostante? Ma non esiste un tavolo di concertazione permanente, denominato CUT (Conferenza Università e Territorio)? In tre mesi dall'elezione in Consiglio Comunale, cosa hanno prodotto di utile per gli studenti e per la città?".

"Nella lotta per la conquista del territorio - insiste poi il comitato - non ci sono solo gli studenti, parte fondamentale della vita e dell'economia locale, in stragrande maggioranza rispettosi della città, ma esistono anche i commercianti, quali ulteriori 'utenti temporanei', i quali qualche giorno fa hanno alzato la voce per i limiti imposti dal nuovo regolamento delle attività economiche del settore alimentare in alcune aree del centro storico. Il precedente blocco, in vigore dal 2014 e sempre reiterato, ora è venuto meno e si consente di 'aprire, trasferire, ampliare o modificare strutturalmente gli esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande, e di tutte le attività economiche per le quali è previsto il consumo immediato dei prodotti sul posto, ovvero esercizi di vicinato alimentare, attività artigianali alimentari e le attività imprenditoriali agricole alimentari'. Questo provvedimento preoccupa molto i residenti, perché nel quartiere di S. Maria e in tutto il centro cittadino, dove la vendita di cibo e di bevande è già a livelli elevatissimi, non si sentiva affatto il bisogno di nuove aperture, fatto salvo che per prodotti enogastronomici di qualità tipici del territorio e negozi di prossimità non solo alimentari. In assenza poi di un piano particolareggiato, concordato anche con chi vi abita, seguendo la spietata logica della concorrenza". 

La critica che viene mossa a Confcommercio è quella da un lato di pensare all'interesse economico senza che importi "il tasso alcolico elevato né il disturbo alla quiete pubblica dei residenti arrabbiati", più una mancata concertazione in quanto "i Comitati dei cittadini sono esclusi da qualsiasi confronto nel merito delle varie proposte dell'amministrazione. Forse i cittadini residenti non pagano anche loro pesanti tasse e balzelli, non contribuiscono con il loro denaro a ripulire strade occupate da bottiglie vuote e da escrementi, per riparare ai danni provocati dalle laute bevute effettuate anche nei locali e per pagare i 26 nuovi agenti della polizia municipale?".

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