Occupazione residenza universitaria: denunciati danni e furti, ma gli studenti smentiscono

Il Comune rendo noto che la ditta Be.Pa. ha denunciato i numerosi danni nello stabile di via Francesco da Buti, arrecati dopo l'occupazione seguita all'assemblea di Ateneo. Ma gli studenti smentiscono di essere i responsabili

Occupazione casa dello studente via da Buti Pisa

Martedì, dopo l'assemblea d'Ateneo, studenti e studentesse hanno occupato la residenza in via da Buti per portare ancora alla luce l'emergenza abitativa presente in città, con lo scopo di far emergere nel dibattito cittadino sia il problema degli alloggi, sia la necessità che DSU, Comune e Università si confrontino con i bisogni reali dei soggetti sociali studenteschi nell'utilizzo dei beni immobili pubblici.

Il Comune di Pisa, sul sito di informazione Pisainformaflash, ha reso noto che la ditta Be.Pa. costruzioni ha denunciato numerosi danni nella residenza di via Da Buti. I danni ammontano a 5mila euro: sarebbero stati rubati interruttori, prese di corrente, quadri elettrici e rubinetti. La corposa lista dei danneggiamenti alla sede inizia con i segni di effrazione su finestre e porta d’ingresso del lato sud. La ditta costruttrice ha presentato un regolare verbale di denuncia e i danni sono stati verificati alla presenza della Polizia Municipale, della Digos e dal gabinetto Polizia Scientifica.

Ma gli studenti smentiscono di essere i responsabili dei danneggiamenti e annunciano un esposto. "Quando soggetti collettivi provano a mettere in discussione i canoni della legalità che determina subalternità e sofferenza allora a chi governa questa città non resta che criminalizzare le pratiche di espressione di bisogni sociali cancellati dall'agenda politica istituzionale - si legge in un comunicato delle realtà che domani parteciperanno al corteo cittadino - così è stato per i cittadini che si sono rivolti alla Società della Salute, considerati alla stregua di 'sequestratori' per non aver avuto mai paura di affermare la propria dignità davanti agli assistenti sociali, così è stato per l'occupazione di Santa Croce in Fossabanda e per l'occupazione da parte dell'assemblea d'Ateneo della residenza universitaria chiusa di via da Buti. In quest'ultimo caso, pur di negare la vergogna di una residenza ormai ultimata, inaugurata ben tre volte ma mai assegnata agli studenti, si è giunti a diffamare gli studenti accusandoli di furto di materiale d'arredo dalla residenza. Contro i responsabili di queste ultime dichiarazioni calunniose verrà presentato un esposto collettivo".

Intanto è tutto pronto per la manifestazione di domani che prevede la partecipazione di studenti medi e universitari, famiglie sotto sfratto, comitati di quartiere e protagonisti di altri movimenti in città. "Non è stato registrato soltanto un riconoscimento reciproco dell'importanza decisiva delle diverse battaglie, ma anche la consapevolezza di essere colpiti dagli stessi meccanismi di esclusione e privazione della ricchezza sociale, che si concretizza tanto nelle politiche di austerità quanto nella sordità e ostilità delle istituzioni locali a determinate istanze - si legge ancora in una nota degli organizzatori - di fronte allo sviluppo di pratiche di lotta politica per il soddisfacimento dei bisogni fondamentali, le istituzioni locali, in particolare l'amministrazione comunale, hanno tentato di ridurre tutto a una questione di illegalità e di ordine pubblico, paventando un clima anti-democratico in città. I picchetti anti-sfratto, le lotte per la dignità del diritto all'abitare nel quartiere di Sant'Ermete, le occupazioni di Palazzo Feroci (dove da aprile è in funzione lo studentato autogestito Spot), di Santa Croce in Fossabanda lunedì scorso e della stessa Residenza Artistica di via da Buti hanno ricevuto lo stesso schema di risposta: condanna del gesto e nessuna apertura alla risoluzione dei problemi sollevati. Questi tentativi di criminalizzazione non ci spaventano e non arresteranno le nostre battaglie. Con pratiche di democrazia dal basso che caratterizzeranno il corteo cittadino del 15 novembre riaffermeremo l'urgenza di risposte sulla manutenzione delle strutture scolastiche, sui posti alloggio per studenti borsisti, sulla riqualificazione dei quartieri e sul blocco degli sfratti".

Il corteo arriverà di fronte all'ex convento di Santa Croce in Fossabanda, "per ribadire che quella struttura oggi inutilizzata può costituire una prima risposta ai bisogni degli studenti in termini abitativi e di servizi".

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