Scuole occupate, 'libero' l'Itis 'Da Vinci-Fascetti': danni e devastazione

Numerosi i danneggiamenti all'interno dell'istituto scolastico occupato. Nerini: "Punire i responsabili"

E' uno scenario di devastazione quello che è apparso questa mattina davanti agli occhi del personale dell'Itis 'Da Vinci-Fascetti', una delle tante scuole pisane che negli ultimi giorni sono state occupate dagli studenti (ingenti danni sono stati registrati anche all'istituto 'Pacinotti').
L'istituto ora non è più occupato ma i danni sono ingenti: estintori svuotati, banchi e sedie accatastati da tutte le parti per bloccare gli ingressi, armadietti forzati e, secondo quanto appreso, anche un hard disk che è stato portato via da uno degli uffici della scuola che è stato forzato. Proprio stamattina, sabato 25 gennaio, è stato effettuato un sopralluogo dal dirigente scolastico e dal personale per fare la conta dei danni.

Grande amarezza espressa da Maurizio Nerini, consigliere comunale di Noi Adesso Pis@-Fratelli d'Italia, ma anche uno di coloro che vive ogni giorno il 'Da Vinci-Fascetti' come tecnico. Nerini sottolinea come "alcune richieste dei ragazzi siano condivisibili, ma il metodo utilizzato è decisamente sbagliato. Non so cosa potrebbe succedere se l'hard disk rubato contenesse dati sensibili. Necessario punire i responsabili".

scuola occupazione da vinci fascett gennaio 2020-2"Io di occupazioni della scuola in più di 30 anni ne ho vissute tante, da studente e da lavoratore, e se da studente ho partecipato poco perché le rivendicazioni portate avanti alla fine degli anni '70 avevano solo una connotazione politica specifica che non mi rappresenta, mi sono trovato invece coinvolto negli anni successivi come lavoratore della scuola, in rivendicazioni giuste e spesso condivisibili - aggiunge Nerini - ricordo di aver preso la parola in assemblee studentesche per suggerire alcune iniziative come quelle che portarono alla costruzione di un ascensore per le persone disabili, ricordo anche che in un'altra occasione, pur non condividendo la battaglia, ho aiutato i manifestanti a mettere uno striscione di protesta sul tetto della scuola in sicurezza. Ma non posso condividere i metodi squadristi e violenti con la quale la manifestazione si è svolta in questi giorni".

"É stata una continua lotta per cercare di arginare una occupazione di stampo quasi militare, portata avanti da pochissimi elementi che durante la notte invece di dormire nelle proprie case si aggirano forzando porte e finestre nelle nostre scuole - prosegue Nerini - il tutto con la formazione di barricate con le suppellettili delle aule e degli uffici accatastate, sbattute, rotte per non far accedere nessuno. Se non si tratta di interruzione di servizio questo, di un reato penale, non so cosa più sia un reato, chi deve far rispettare la legge e nemmeno se chi lo compie sia punito o punibile. In tutto questo non mi ci ritrovo".

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