Daspo di Piazza, il Tar dà ragione ai manifestanti: annullati i provvedimenti

Accolti i tre ricorsi presentati. I giudici: "Non dimostrata la pericolosità in eventi sportivi". Esulta il comitato 'No Daspo di Piazza': "Il prefetto annulli la misura anche per gli altri 5 diffidati"

Foto d'archivio

Il provvedimento può essere disposto solo in casi i cui ci siano reati commessi "in occasione o a causa di manifestazioni sportive" e, soprattutto, non è dimostrata la pericolosità dei soggetti in contesti di sport. E' con queste motivazioni che il Tar ha accolto nei giorni scorsi i tre ricorsi presentati da chi era stato colpito dal 'Daspo di Piazza', il provvedimento emesso dalla Questura di Pisa con il quale si vietava l'accesso allo stadio e alle manifestazioni sportive a coloro i quali erano stati denunciati nel corso di due diverse manifestazioni.

La prima, il 13 novembre 2015, aveva visto protagonisti i comitati per la casa, sgomberati con la forza dalla Polizia dopo aver occupato l'atrio di palazzo Gambacorti per protestare sulla situazione delle case popolari. La seconda, il giorno seguente, in occasione di 'Pisa non si Lega', la 'contromanifestazione' organizzata sui lungarni a un comizio della Lega Nord in piazza della Berlina, durante la quale si erano registrati scontri piuttosto violenti con le forze dell'ordine.

Due dei ricorsi accolti riguardano i tafferugli sui lungarni, il terzo l’episodio della sera prima sotto il Comune. "Le sentenze del Tar - spiega Tiziano Checcoli, il legale che insieme a Ezio Menzione e Gianna Fiaschi ha assistito i tre 'ex daspati' - che per la prima volta si occupano dell'interpretazione data dalla Questura ad una legge del 2014, nell'accogliere il ricorso presentato dai miei assistiti, hanno sottolineato ancora una volta come il Daspo sia uno strumento che può essere utilizzato solo per reati commessi nell'ambito di manifestazioni sportive".

"I provvedimenti in discussione - si legge inoltre in un passaggio della sentenza - si basano sul fatto che i ricorrenti sarebbero assidui frequentatori della curva Nord dello stadio di Pisa quali sostenitori della locale squadra di calcio, ma nessuno degli elementi istruttori versati in atti mostrano la fondatezza di questa asserzione. Cade così uno dei presupposti dei provvedimenti la cui emanazione non può trovare giustificazione in quanto gli odierni ricorrenti non manifestano alcuna pericolosità sociale nell'ambito di competizioni sportive, per il semplice fatto che non è dimostrata la loro assidua frequentazione alle medesime. Il Daspo è finalizzato a prevenire lo svolgimento di fatti di violenza nell'ambito delle manifestazioni sportive e non si capisce, quindi, perché venga inibito a ricorrenti di frequentarle se non è provato che essi le frequentino".

Soddisfatto il comitato 'No Daspo di Piazza'. "Una grande vittoria - affermano i membri del comitato - che giunge a seguito di una mobilitazione che ha coinvolto Pisa e non solo, con migliaia di firme raccolte, iniziative pubbliche, presidi, striscioni allo stadio e in città. Ricordiamo però che ci sono ancora 5 persone sottoposte a Daspo di Piazza: i loro ricorsi giaciono sulla scrivania del prefetto, che fino ad ora non si è espresso rinchiudendosi nel silenzio. E' arrivato il momento che anche lui prenda atto della decisione del Tar annulando il Daspo anche per gli altri 5 diffidati".

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