Case popolari: più di metà degli inquilini è 'in rosso', affittacamere sotto osservazione

Emergono maggiori informazioni sull'emergenza abitativa a Pisa: al 31 dicembre 2018 in 1.700 hanno ricevuto un sollecito su 2.800 beneficiari. Apes deve avere oltre 4 milioni e mezzo

L'assessore Gambaccini ed il nuovo amministratore unico Apes Luca Paoletti

L'emergenza abitativa di Pisa è stata trattata nella conferenza stampa di oggi, 4 giugno, sullo stato dell'arte dei progetti sociali attualmente portati avanti dal Comune e dalla Società della Salute. L'assessore al sociale Gianna Gambaccini, con l'amministratore unico di Apes Luca Paoletti, hanno anche affrontato vari aspetti legati all'assegnazione delle case, agli alloggi sfitti, agli affittacamere ed a prossimi interventi sul patrimono Erp. Per quanto riguarda questi ultimi è stato annunciato un fondo di due milioni per la ristrutturazione di 150 abitazioni vuote, insieme al cronoprogramma per le nuove case di Sant'Ermete

Ritardi nelle assegnazioni

L'assessore Gambaccini ha voluto puntualizzare la situazione dello stallo della procedura di assegnazione degli alloggi in emergenza: "Il bando sull'emergenza abitativa è stato pubblicato a gennaio, prima della nuova legge regionale, che ha parzialmente revisionato la normativa precedente sulla quale si basava il mio regolamento che prevede, per il richiedente, la certificazione di non possedimento all'estero di immobili. Il nostro intento era quello di procedere spediti, date le situazioni di emergenza, per questo siamo andati avanti. In ogni caso la nuova legge prevede che gli accertamenti sulle proprietà vengano fatti comunque, ma dagli enti gestori, e non con una certificazione di chi fa richiesta. Il blocco della procedura è stato voluto dalla sinistra e dai sindacati inquilini. Abbiamo così chiesto un parere legale, è atteso il suo arrivo fra pochi giorni. Abbiamo fatto ricorso all'albergazione intanto, l'unica soluzione provvisoria possibile".

Ci sono però anche altre novità: "Sul procedimento di assegnazione degli alloggi stiamo intervenendo per velocizzare l'iter - insiste l'assessore - quando mi sono insediata ho notato che il procedimento era rallentato per motivi di carenza del personale all'Ufficio Casa e siamo già intervenuti per rinforzare l'organico . Inoltre abbiamo deciso di non ricorrere in maniera sistematica alla Commissione Erp, la cui convocazione rallenta ulteriormente l'iter di assegnazione e soprattutto di procedere con le preassegnazioni, che velocizzano la fase degli accertamenti e delle valutazioni. Lo stesso vale per i procedimento delle decadenze: nei casi in cui non è stata prodotta la documentazione richiesta (Isee, certificato di impossidenza) o nei casi di comprovata morosità non incolpevole e prolungata nel tempo, abbiamo velocizzato l'iter del procedimento di decadenza in modo da poter riassegnare l'alloggio".

Apes: credito verso inquilini di oltre 4,5 milioni

Nella sua prima uscita pubblica, il neo amministratore unico di Apes Luca Paoletti ha parlato dell'azienda come di una "realtà complessa e composita. E' importante andare avanti con i cantieri, ma verificherò la sostenibilità delle operazioni. La criticità delle riscossioni è il punto nodale, i mancati incassi creano carenza di liquidità". I numeri forniti dai tecnici parlano di 2.800 beneficiari di casa popolare sul Comune di Pisa, di cui 1.700 inquilini hanno ricevuto almeno una richiesta di pagamento. Il 60% è quindi moroso, per quanto nel calcolo vi rientri anche chi ha un solo richiamo. Più nel dettaglio sono 796 i nuclei che hanno un debito di oltre mille euro. Il credito complessivo di Apes al 31 gennaio 2018 è di 4 milioni e 645mila euro. A livello provinciale il gettito si aggira sui 700mila euro al mese. 

Le misure poste in essere per il recupero del credito sono quelle della rateizzazione per quanto riguarda i morosi incolpevoli, mentre invece per gli altri si parla di "immediata aggressione" della somma dovuta. "Parlare di decadenza è un segnale forte - ha detto Paoletti - poi ci sono anche cattivi costumi di inquilini su cui si dovrebbe controllare".

Controlli negli affittacamere

La questione affittacamere usati per l'emergenza abitativa è riemersa recentemente, fra spese pubbliche e disagi: "Certamente questa soluzione temporanea ha spese rilevanti - ha detto l'assessore - come 40 euro al giorno per camera, purtroppo sono condizioni di necessità che lo richiedono, in questi casi l'aspetto economico passa in secondo piano. Ho visto le segnalazioni che sono arrivate sulle situazioni nelle strutture, invierò assistenti sociali per avere colloqui diretti e valutare meglio la situazione".

Non è emerso un numero di quante persone siano state sistemate in passato con l'albergazione o quante lo siano attualmente. Non c'è un sistema di selezione per le strutture: "La scelta avviene con criteri di economicità certamente - ha concluso Gambaccini - sono poi soluzioni già conosciute dagli assistenti sociali, non è sempre agevole trovare soluzioni, molti possono avere delle resistenze a dare la camera magari ad una famiglia, così si rivolgono agli stessi. Ma dei controlli vanno fatti". 

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