Campo Rom di Ospedaletto, il Comune: "Entro 18 mesi sarà chiuso"

Una delibera di Giunta del 29 novembre ha attivato gli uffici per avviare le pratiche di progressiva riduzione di occupanti e smantellamento delle strutture, ai fini di una riqualificazione dell'area

L'amministrazione punta decisa verso la "definitiva chiusura" del campo rom di Ospedaletto in via Maggiore di Oratoio. Il 29 novembre scorso la Giunta pisana ha approvato una delibera in cui fissa per tale obiettivo il termine indicativo di 18 mesi, arco di tempo nel quale saranno intraprese "azioni che comportino la progressiva diminuzione dei dimoranti nell'area e la contestuale rimozione delle strutture abusive presenti".

Nelle valutazioni che precedono l'indicazione di "risolvere una situazione di degrado e ripristinare la sicurezza urbana", l'amministrazione considera che "da molti anni insiste nell'area un insediamento non autorizzato di grosse dimensioni, costituito da baracche fatiscenti, con caratteristiche non idonee all'abitare umano, privo di servizi igienici e forniture". Altri problemi sono "inquinamento e abbandono di rifiuti" che comportano "la periodica e ricorrente occlusione del fosso di via Maggiore di Oratoio".

Il documento infine quantifica la presenza in "circa 250 persone di cui circa la metà minori", specificando che tale antropizzazione "produce continue tensioni sociali con le attività produttive che si trovano nelle immediate vicinanze e che infatti da anni lamentano l'assenza di interventi risolutivi che sottraggano l'area alla palese situazione di degrado". Una situazione negativa per gli stessi occupanti, dato che la Giunta spiega che "tale situazione di degrado costituisce fattore di marginalità ed esclusione sociale per coloro che dimorano abusivamente nell'area".

Posto l'obiettivo della chiusura in 18 mesi, l'amministrazione ha dato mandato agli uffici di avviare le pratiche di intervento, secondo le rispettive competenze.

Alla Direzione Sociale è stato chiesto di "effettuare una ricognizione delle situazioni presenti e una progettazione di interventi socioassistenziali", con anche un particolare riferimento alla "possibilità di rimpatrio volontario e assistito". Le misure saranno comunque richiedibili "per i nuclei familiari presenti presso l'insediamento che ne faranno espressa richiesta con la presentazione dell'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), tenendo conto della situazione socio-economica, della presenza di minori, disabili ed eventuali altre situazioni di fragilità, del possesso di eventuali beni e redditi nella nazione di origine".

Alla Direzione Ambiente è stato chiesto di "procedere al censimento dei rifiuti presenti nell'area, all'asportazione degli stessi e di definire un piano di ripristino e/o bonifica ambientale dell'area". Alla Direzione Verde e Arredo Urbano-Edilizia Pubblica di effettuare la "progettazione della riqualificazione dell'area di proprietà comunale, ivi compresa la valutazione se acquisire al patrimonio comunale ulteriori aree contigue nell'ottica della riqualificazione e della fruibilità dell'area da parte dei cittadini", una richiesta estesa anche alla Direzione Patrimonio.

Infine alla Direzione Polizia Municipale-Sicurezza urbana, di concerto con la Prefettura e le altre Forze dell'Ordine, è stato chiesto di "monitorare le presenze all'interno dell'insediamento, anche avvalendosi dell'apporto degli operatori sociali, di garantire la sicurezza negli interventi delle altre Direzioni, di predisporre gli eventuali provvedimenti di sicurezza urbana che si rendessero necessari".

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