Rumori continui dall'azienda del vetro: residenti esasperati

E' stata effettuata una raccolta firme per chiedere un intervento delle istituzioni. Preoccupano anche le polveri che si depositano nei giardini e sulle auto più vicini all'impianto della Corning Spa

Una raccolta firme recapitata direttamente al sindaco di Pisa Marco Filippeschi, e per conoscenza anche a Arpat e all'assessore all'Ambiente della Regione Toscana, per segnalare e sollecitare l’autorità competente a tutelare i cittadini dalle emissioni rumorose prodotte dalla Corning Spa di via Montelungo, l'azienda che nel 2015 ha rilevato la ex Kimble per espandersi nel settore della produzione di vetro farmaceutico.

I residenti della zona di Campaldino e viale delle Cascine a Porta Nuova lamentano da tempo le criticità dovute alla produzione in ciclo continuo del vetro, che causa rumori avvertiti h24, ma soprattutto nelle ore notturne, nel momento cioè del riposo da parte di chi in quella zona abita.

“Sono anni che stiamo lottando per avere delle risposte o un confronto esaustivo, sin da quando la gestione di questo sito era a carico delle precedenti proprietà - sottolineano i delegati alla raccolta firme Enrico Pardi, Vincenzo Settimo, Emiliano Paperini - ma anche se negli anni passati si è riconosciuta l’esistenza del problema ed è stata promessa la realizzazione di apposite schermature o di apposite barriere antirumore, niente si è concretizzato”.

Negli anni gli abitanti hanno consegnato numerosi esposti alle autorità competenti: in cambio solo risposte insufficienti e promesse vaghe. A seguito di un recente esposto, con un sopralluogo di Arpat a luglio 2017 nell'abitazione di una signora in viale delle Cascine, la stessa Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana ha dichiarato, in una lettera recapitata a settembre scorso alla stessa residente, che "l'indagine strumentale effettuata non può ritenersi esaustiva in quanto non è stato possibile effettuare una misura strumentale di rumore residuo con tutti gli impianti soggetti all'aplicazione del criterio differenziale contemporaneamente disattivi". In pratica l’impianto dovrebbe risultare spento per arrivare alla conclusione dei rilievi acustici. "Questo Dipartimento - proseguiva Arpat nella lettera - ha pertanto provveduto a richiedere al competente ufficio regionale di valutare la possibilità di rilasciare un'autorizzazione alla ditta per lo spegnimento provvisorio dell'impianto E1 al fine di permettere a questo Dipartimento di effettuare la verifica strumentale richiesta".
"Dopo mesi non si è arrivati ancora ad alcuna conclusione e i cittadini non si sentono affatto tutelati - denunciano i responsabili della raccolta firme - di fatto l’azienda non spegne l’impianto perché sarebbe per loro un danno economico. Anche la tipologia di rumore ci pare in mutazione. Fino all’estate scorsa sentivamo un rumore a cui seguivano delle pause. Agli inizi di luglio 2017 il rumore cessò e dopo pochi giorni venne l’Arpat a fare i rilievi. Ovviamente non ebbe modo di verificare ciò che avevamo riportato sugli esposti. Dai primi di ottobre invece sentiamo il rumore continuo ancora più predominante soprattutto quando siamo a sfavore di vento, ma non siamo in grado di capire cosa sia cambiato”. Tutto dunque resta uguale, anzi peggiora, nonostante i residenti, nel corso di un incontro con il Comune avessero appreso, dalla stessa amministrazione comunale, come si legge nel testo della raccolta firme presentata al sindaco, che la Corning Spa aveva presentato un progetto finalizzato al contenimento delle emissioni acustiche prodotte.

Ma c'è un altro fattore che preoccupa, e non poco, gli abitanti della zona a due passi da Piazza dei Miracoli. I residenti delle case situate nelle strade più vicine all’impianto infatti riportano la presenza di polvere fine e chiara nella resede di proprietà e sul parabrezza delle auto parcheggiate, una polvere ben evidente e addirittura brillante nelle giornate di sole. La preoccupazione è che si tratti di inerti e residui di lavorazione del vetro della stessa fabbrica. Anche questo elemento, sottolineano gli abitanti, è stato segnalato all’Ufficio Ambiente del Comune, con tanto di contenitore con la polvere raccolta in quell’occasione.

“Non possiamo andare avanti così. Vogliamo che la nostra salute e quella dei nostri figli sia tutelata, così come il rispetto al riposo delle persone che qui vi hanno sempre abitato ancor prima che questa fabbrica vedesse la luce - concludono Enrico Pardi, Vincenzo Settimo, Emiliano Paperini - sarebbe auspicabile sapere dal Comune come intende procedere in futuro per la riorganizzazione di questo quartiere e come mai sia stata data licenza di costruire nuovi insediamenti residenziali intorno ad un piccolo polo industriale posto a meno di un km dalla Torre Pendente”.

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