Carcere Don Bosco: agente in ospedale dopo il pugno in faccia di un detenuto

L'episodio è avvenuto nella mattinata di mercoledì. Il sindacato di Polizia Osapp: "Condizioni di lavoro più che critiche"

Aggressione ai danni di un poliziotto penitenziario a Pisa. E' accaduto nella mattinata di ieri, 6 novembre, intorno alle ore 11.30, nel carcere Don Bosco, dove un detenuto italiano, con "evidenti problemi psichiatrici" e in attesa di giudizio per omicidio, apparentemente senza motivo ha sferrato un pugno sul volto di un agente della Polizia Penitenziaria, che successivamente è stato trasportato in ambulanza al Pronto Soccorso.

A dare la notizia è il segretario generale dell'Osapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria) Leo Beneduci. "Oltre che per motivi di ordine e sicurezza - afferma - le condizioni di lavoro del personale di Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane sono più che critiche e oltre agli evidenti rischi per l'incolumità fisica degli addetti del corpo la situazione è resa ancora più precaria da una gravissima carenza di organico che rende pressoché impossibile fare fronte ai molteplici eventi critici che quotidianamente accadono".

Secondo Beneducci inoltre "si aggravano sempre di più problematiche relative ai detenuti con problemi psichiatrici e questo, anche grazie alla legge Marino e alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. Peraltro, ancora attendiamo la circolare sugli eventi critici e in particolare sulle aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria, promessa mesi fa dal capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Francesco Basentini. Non vorremmo che, ove esistesse, la bozza fosse stata inviata al Garante nazionale dei diritti dei detenuti per un parere che non deve essere richiesto e a questo punto neanche voluto".

Sulla vicenda interviene anche l'europarlamentare leghista, Susanna Ceccardi che parla di "ennesimo episodio di violenza ai danni di un agente della polizia penitenziaria nel carcere di Pisa: è l’ultimo di una lunga e preoccupante serie di aggressioni ormai all’ordine del giorno. Alla casa circondariale pisana ne avviene in media una al mese: ancora una volta dobbiamo prendere atto, con rammarico e vergogna, delle condizioni di estrema difficoltà in cui operano i nostri uomini in divisa, completamente abbandonati dallo stato e lasciati a gestire carceri sovraffollate che ospitano spesso soggetti pericolosi e per i quali sarebbe opportuno seguire protocolli completamente diversi. A Pisa, ad esempio, si supera di circa il 20% la capacità massima della struttura".

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