Punzo lascia la direzione del VolterraTeatro: "Impossibile organizzare un festival in un mese e mezzo"

Alla base della decisione i tagli delle risorse stanziate dal Comune e l'emissione di un invito di partecipazione ad una selezione troppo a ridosso dell'evento

Un addio sofferto ma necessario per non restare imbrigliati nelle maglie di una burocrazia che spesso e volentieri non rispetta i tempi e le necessità dell'arte. Armando Punzo, dopo venti anni, lascia la direzione del Festival VolterraTeatro "perchè - come egli stesso dichiara in una lunga lettera inviata ai giornali - sono venute meno le condizioni minime per poterlo gestire". Nella lettera con cui spiega i motivi delle sue dimissioni, Punzo ripercorre i venti anni alla guida del Festival, venti anni di successi, di sperimentazioni, con il rapporto intessuto con la Compagnia della Fortezza, che ha trasformato il carcere di Volterra in "una incredibile cittadella teatrale e la città - a sua volta - in un teatro a cielo aperto, ha permesso una concreta riscrittura della relazione tra città e carcere, facendo di quest’ultimo un inedito crogiuolo della cultura nazionale".

Poi però anche il Festival ha dovuto fare i conti con ciò da cui per buona parte dipende la possibilità di proseguire su buoni standard, ovvero le risorse economiche. "Il progressivo e irreversibile impoverimento delle risorse ha portato a una crescita sempre maggiore delle difficoltà gestionali, ulteriormente aggravate da condizioni che hanno reso impraticabile qualsiasi strategia di reperimento fondi - scrive Punzo nella lettera - ai risultati ottenuti non ha fatto seguito un investimento politico ed economico che ne garantisse la crescita, anzi".

"Titolare del Festival è il Comune di Volterra che ne affida direzione artistica e organizzativa attraverso un bando - ricorda l'ormai ex direttore del Festival - ora, il fatto che il bando negli ultimi anni sia annuale e che la relativa assegnazione avvenga solo nell’imminenza dell’inizio della manifestazione rende impossibile non solo una progettazione pluriennale, ma qualsiasi forma di ricerca di sponsorizzazioni e di fondi esterni, di partecipazione a progetti europei, attraverso i quali sopperire alle difficoltà economiche del Comune, che abbiamo sempre compreso e mai messo in discussione". 

"Quest’anno - prosegue Punzo - le condizioni hanno raggiunto un limite oltre il quale non possiamo davvero andare. Non è stato emesso un bando, ma il 6 giugno, a un mese e mezzo dall’inizio del festival, è arrivato un invito a partecipare a una procedura selettiva, ovvero a presentare un preventivo economico, il cui unico parametro chiaramente definito rispetto alle modalità di aggiudicazione consisteva nella migliore offerta economica con un ribasso rispetto al budget disponibile di 39.800 euro, senza alcuna specificazione dei criteri di assegnazione di un punteggio con riferimento alla proposta artistica. L’invito conteneva soltanto alcune note tecniche che indicavano parametri quantitativi e logistici senza tenere conto della qualità del progetto, della direzione artistica e della gestione organizzativa. La discriminante, quindi, rimaneva unicamente nel ribasso economico, a partire da un budget divenuto assolutamente irrisorio. Dopo una lunga riflessione siamo pervenuti a una decisione dolorosa ma inevitabile. Il grande rispetto che abbiamo per i soldi pubblici ci ha imposto di agire secondo coscienza, e di non partecipare a questa chiamata che ci avrebbe fatto attingere a una risorsa economica, seppur minima, che non avremmo potuto utilizzare per lo scopo a cui era destinata, ovvero per formulare una proposta artistica che rispondesse ai criteri qualitativi minimi che caratterizzano un festival d’arte quale è stato, fino a oggi, VolterraTeatro".

Poi Punzo elenca i motivi per cui non è possibile organizzare un festival internazionale in venti giorni:

- non è possibile lavorare a progetti e produzioni interne;
- non è possibile programmare eventi di piazza che prevedano commissione di vigilanza (la richiesta va fatta 40 giorni prima);
- non è possibile fare lanci sulla stampa (giornali mensili, settimanali e trasmissioni televisive programmano i loro servizi almeno con due mesi di anticipo);
- non è possibile invitare operatori italiani e stranieri;
- non è possibile mandare materiale in affissione perché gli spazi vanno prenotati almeno 3 mesi prima per essere sicuri di trovare qualche posto nei mesi di maggiore affollamento;
- non è possibile mantenere un livello accettabile di qualità, in particolare modo per tutti gli aspetti promozionali e divulgativi;
- non è possibile svolgere il necessario lavoro di interazione e preparazione sul territorio coinvolgendo persone e associazioni in attività e laboratori preliminari;
- non è possibile reperire sponsorizzazioni e altri sostegni necessari per integrare il budget limitato messo a disposizione dal Comune;
- non è possibile partecipare a reti e progetti europei triennali che oltre al reperimento di risorse consentirebbero uno scambio tra artisti e compagnie straniere;
- non è possibile investire sulla ricerca di gruppi emergenti perché non abbiamo fondi per andare a vedere spettacoli all’estero;
- non è possibile fare progetti di residenza che permetterebbero al festival di consolidare la relazione con alcune compagnie e di presentare delle prime internazionali a costi più accessibili;
- non è possibile fare recruiting di stagisti.

Da qui la sofferta decisione che non è un addio, ma solo un arrivederci a tempi migliori. "Il 2017 sarà un anno diverso dagli altri, forse il primo di un nuovo corso per la nostra storia - conclude Punzo nella sua lettera - questo però non implica alcuna volontà di chiusura. Se e quando si ripresenteranno le condizioni opportune saremo nuovamente a disposizione di un festival che abbiamo visto nascere, amato, curato e fatto crescere per vent’anni Per adesso ringrazio di cuore tutti gli straordinari compagni di viaggio, i miei collaboratori, i cittadini, le associazioni di Volterra e gli artisti che hanno abitato con me un’idea in tutti questi anni. Da oggi continueremo il nostro lavoro per lo sviluppo dell’esperienza della Compagnia della Fortezza. Tutte le nostre energie saranno profuse nel prossimo mese per la realizzazione del progetto Hybris e la presentazione del preludio del nuovo lavoro della Compagnia che si terrà regolarmente a fine luglio".

LA LETTERA INTEGRALE DI ARMANDO PUNZO

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