Il Comune di Pisa esce dalla rete 'Ready': niente più politiche per i diritti LGBTI

Martedì protesta di Pinkriot Arcigay in piazza XX Settembre: "E' solo l’ultimo di una serie di attacchi della nuova amministrazione alla nostra comunità". Esulta invece il comitato 'Difendiamo i nostri figli'

Bandiera raimbow sul Ponte di Mezzo

Niente più politiche finalizzate a promuovere i diritti delle persone LGBTI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuali). E' quanto deciso nei giorni scorsi dall'amministrazione comunale pisana che, con una delibera di Giunta, ha scelto di uscire dalla rete 'Ready' promossa a partire dal 2015 dalla Regione e da 14 pubbliche amministrazioni toscane per combattere le discriminazioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di genere.

Una decisione che non piace a Pinkriot Arcigay Pisa secondo cui è "solo l’ultimo di una serie di attacchi della nuova amministrazione verso la comunità LGBTI della città. Ricordiamo lo sgradevole commento del consigliere comunale Manuel Laurora rivolto a due uomini che si baciavano in pubblico, etichettando la scena come uno 'show', reiterando lo stereotipo che dipinge le persone LGBTI come esibizioniste e promiscue. Più recentemente, lo stesso sindaco Michele Conti, in merito all’aggressione di due ragazzi gay ad opera di un gruppo di adolescenti, ha volutamente omesso la matrice omofoba dell’episodio di violenza, negandone di fatto la specificità e ignorando la situazione di emergenza che vede attualmente le persone LGBTI vittime di discriminazioni. Con questa azione il Comune di Pisa si conferma un’amministrazione ostile alla popolazione LGBTI della Città, mostrando di non avere a cuore il loro benessere e i loro diritti e, in quanto Istituzione che reitera un messaggio omo-bi-lesbo-transfobico, si fa, di fatto, promotore di violenza". 

L'associazione LGBTI lancia quindi la mobilitazione: "Invitiamo tutte e tutti in piazza XX Settembre, sotto Palazzo Gambacorti, martedì 13 novembre alle 16, per un presidio in cui protesteremo contro l’omo-bi-lesbo-trasfobia della nuova amministrazione, rivendicando l’importanza di sensibilizzare la cittadinanza a una cultura del rispetto di tutte le differenze, per creare una Città che accolga chiunque, a prescindere dall’orientamento sessuale, l’identità e l’espressione di genere".

Di tutt'altra idea il comitato 'Difendiamo i nostri figli' che accoglie invece con soddisfazione la notizia. "Come noto la rete Ready - scrive in una nota il comunicato - è uno dei principali canali per far affluire finanziamenti pubblici alle iniziative di propaganda omosessualista e diffusione della teoria gender nelle scuole. L’uscita da questa rete rappresenta per la città di Pisa un importante messaggio politico e culturale. Incoraggiamo l’amministrazione comunale a proseguire con coraggio e determinazione su questa strada verso una vera crescita delle nostre comunità nel rispetto di tutti ma libera da inquinamenti ideologici”.

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