Disordini Pisa-Brescia, la Curva: "Arrivano le diffide, ci opporremo a questo scempio"

I gruppi organizzati respingono ancora una volta la tesi dell'agguato premeditato e annunciano forme di protesta

"Proprio in queste ore la Questura di Pisa sta convocando tutti gli '87 di Empoli' per notificare le diffide per i fatti di Pisa-Brescia. Guarda caso, dopo l’insediamento della nuova società, dopo che il clima in città si è rasserenato, ecco pronta la nuova mazzata per la tifoseria pisana".
Inizia così un comunicato diffuso in mattinata dalla Curva Nord Maurizio Alberti che denuncia i provvedimenti a carico dei tifosi nerazzurri finiti al centro dei disordini dello scorso settembre a Empoli.

"Dopo mesi di silenzio, dopo che tutta la città si era strinta con noi, dopo che davvero pensavamo di dover pensare finalmente solo a fare il tifo per spingere la squadra verso la salvezza, ecco scattare i provvedimenti che davvero rischiano di mettere in ginocchio la passione e la determinazione di tutta la tifoseria - sottolineano i gruppi organizzati - noi ci opporremo con tutte le nostre forze a questo scempio, ogni strada percorribile la percorreremo: non possiamo mai accettare questi abusi di potere in silenzio, Pisa non si piega davanti a provvedimenti infami e mirati a colpire tutta la tifoseria organizzata". 

"Fin da subito è stato chiaro il loro intento - ripercorrono ancora gli ultras nerazzurri - i pullman dei bresciani fatti passare dalla stessa uscita degli 8mila pisani, gli articoli sbucati già dopo mezzora dove si parlava di agguati e di ultras appostati nei cespugli e tutte le altre stronzate che tutti abbiamo letto in quei giorni. Non si sono voluti fermare nemmeno davanti all’evidenza dei fatti, non gli sono bastati 8 arresti e averci deportati come detenuti da Empoli alla questura di Firenze con un pullman di città, in nome della loro 'giustizia(?)' sono andati avanti ciecamente fregandosene anche di tutte le testimonianze che smontavano palesemente la ridicola tesi dell’agguato premeditato. Noi insieme alla città in queste ore decideremo le forme di protesta da farsi - concludono - Pisa non si piega davanti a questa infamia".


 

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