Furgoni di street food fuori dalle zone universitarie: "Oltre mille firme contro la delibera"

Intanto lunedì ci dovrebbe essere un incontro tra alcune delle attività che si sono mobilitate e l'amministrazione comunale

"Circa mille firme raccolte in una giorno". Numeri a cui si aggiungono le sottoscrizioni raccolte on line, circa 400, sulla piattaforma change.org. Prosegue la mobilitazione di alcuni furgoncini di 'cibo da strada', contro la delibera della Giunta comunale pisana che estende il divieto di commercio itinerante a diverse aree della città. Una estensione che ha sollevato le proteste di alcuni 'food truck' che lavoravano nelle zone universitarie come, ad esempio, Le Piagge o l'area di Ingegneria.

A lanciare la raccolta firme è stato Christian Santaniello, titolare dell'attività Pizzeria Papà Ninuccio Viaggiante: "L'iniziativa si è svolta ieri, 26 settembre, sia sulle Piagge che in zona ingegneria" spiega Santaniello. "In tantissimi hanno firmato. Lavoro con gli universitari da 9 anni e ho sempre offerto un prodotto di qualità a prezzi contenuti. La gente questo lo sa e per questo ci sostiene".

Sempre ieri è intanto arrivata un apertura da parte dell'amministrazione comunale, con l'assessore al Commercio, Paolo Pesciatini, che si è detto disponibile ad un confronto con gli ambulanti: "Ho ricevuto una chiamata dal Comune - afferma ancora Santaniello - e lunedì dovrei incontrare l'assessore. Spero che si possa trovare una soluzione. Da parte mia c'è ovviamente la massima disponibilità. Al momento sono senza lavoro, non mi sarei mai aspettato una mazzata del genere da un giorno all'altro".

Come spiegato dall'assessore Pesciatini la nuova delibera si è resa necessaria per contrastare il commercio abusivo e perchè alcuni ambulanti avrebbero violato le licenze di cui sono titolari, trasformando la loro attività in "commercio a posto fisso". "Io posso parlare per me - afferma Santaniello - e pur lavorando sempre nella solita zona mi fermo solo il tempo necessario per soddisfare le esigenze del cliente, come dice la normativa che, comunque, è anche un pò ambigua".

"Sicurezza sì, ma senza mortificare i professionisti"

Sulla vicenda interviene con una nota anche Confcommercio Pisa: "Che fosse necessaria una regolamentazione del settore - afferma il coordinatore sindacale Alessio Giovarruscio - era nelle cose. Lo abbiamo scritto a chiare lettere all'amministrazione comunale in fase di elaborazione e lo ribadiamo ancora una volta: il provvedimento in esame deve essere solo una faccia della stessa medaglia, complementare rispetto alla necessità, per noi fondamentale, di valorizzare quelle attività di commercio itinerante di qualità, individuabili attraverso criteri selettivi e condivisi affinché questi imprenditori, professionisti che indiscutibilmente svolgono un servizio alla nostra città, possano continuare a lavorare nella massima serenità e soddisfazione di tutti".

"A questo proposito abbiamo sollecitato all'amministrazione comunale più volte un incontro - conclude Giovarruscio - proprio per ridisegnare la mappa complessiva dei posteggi dedicati a questo genere specifico di attività imprenditoriale, ovvero cibo di strada in versione gourmet, caratterizzato da originalità, tipicità e spiccata attrattività rispetto ad una clientela proveniente anche da fuori. Pisa non può permettersi il lusso di mandare un messaggio negativo, cacciare professionisti di questo settore e mortificare opportunità commerciali di qualità. Per questo, chi ha competenze e potere decisionale intervenga prima che sia troppo tardi. Confcommercio è a disposizione".

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