Don Ciotti a Pisa: inaugurata in Borgo l'edicola confiscata alla mafia

Il fondatore di Libera e le autorità cittadine tagliano il nastro dell'esercizio commerciale sottratto alla mafia. L'edicola era stata sequestrata nel luglio 2013 dal Tribunale di Reggio Calabria. Don Ciotti richiama la cittadinanza alla responsabilità

Un'affollata Piazza Garibaldi ha accolto Don Luigi Ciotti, il prete veneto da anni in prima linea nella lotta alle mafie. L'occasione è stata la riconsegna alla città dell'edicola situata all'inizio di Borgo Stretto, prima sequestrata e poi confiscata dal Tribunale di Reggio Calabria sulla base delle indagini della Dia di Messina. Scattato il provvedimento definitivo (aprile 2014) ha preso corpo il progetto 'I saperi della legalità' che il 14 marzo ha portato la Cooperativa sociale Axis a firmare in contratto di affitto dell'esercizio sottratto al controllo mafioso, portando così 500 euro al mese nelle casse dello Stato e creando 3 nuovi posti di lavoro.

Può sembrare poco, ma il segnale è di grande importanza, specialmente in questi tempi dove "le mafie sono tornate forti nel nostro Paese". Don Ciotti, con la sua consueta convinzione, ha richiamato all'azione la cittadinanza, troppo spesso passiva alle lotte per la legalità: "Il problema siamo noi! Possibile che in 60 milioni non si riesce a cambiare niente? Dobbiamo chiedere alle Istituzioni di intervenire, ma se non siamo noi per primi a fare qualcosa non ha senso. Prima di ogni cosa c'è la responsabilità, senza di essa non c'è giustizia o dignità". Poi il richiamo alla politica nazionale: "Non riusciamo ad avere una legge anti-corruzione, è assurdo. Possono arrivare a breve dalle confische 55mila beni e 5mila aziende, dobbiamo riprenderci ciò che è nostro. Ci vuole continuità, condivisione e co-responsabilità".

Anche in Toscana e nel pisano si trovano infiltrazioni mafiose. Il referente provinciale di Libera Pisa Fabrizio Tognoni ricorda che "a gennaio c'è stato il sequestro di 4 esercizi commerciali fra pizzerie e ristoranti, segno che nel nostro territorio la criminalità organizzata è presente. Quello di oggi è un segno di riscatto e speranza". La vice presidente della Regione Stefania Saccardi parla di "69 beni confiscati alla mafia in Toscana. Il nostro impegno sarà quello di predisporre risorse per la diffusione della legalità fra i giovani e sostenere progetti come questo per fare la nostra parte".

Erano presenti anche le autorità cittadine come il questore Bernabei ed il prefetto Tagliente. A portare i saluti delle istituzioni sono stati l'assessore alla legalità Marilù Chiofalo e il presidente della Provincia Andrea Pieroni. Chiofalo: "Le mafie sono più organizzate dello Stato, ma oggi non è così. La Toscana resiste ancora grazie al suo forte senso di collettività". Pieroni: "Questa edicola sarà un nuovo punto di divulgazione della cultura della legalità".

Prima e dopo gli interventi si sono esibiti sul palco alcuni allievi dell'Istituto Comprensivo 'Fibonacci', guidati dal cantautore avellinese Alfonso De Pietro. Il progetto 'I saperi della legalità' verrà presentato oggi 6 giugno alle scuole, mentre domenica 8 le iniziative continueranno con un torneo di calcetto alla parrocchia di San Ranieri al Cep, con a seguire visite guidate e cena a buffet.

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