Borgo Stretto: l'edicola confiscata alla mafia avrà una nuova vita

Prende forma nella città della Torre il progetto che rientra nella possibilità di riutilizzare a fini sociali beni confiscati alla mafia. Riaprirà la rivendita di giornali creando posti di lavoro per persone svantaggiate

Parte in questi giorni il primo progetto su Pisa di riutilizzo a fini sociali di un bene confiscato alle mafie. Artefici principali dell’iniziativa il Coordinamento provinciale di Libera Pisa e la Cooperativa Sociale Axis, che in pochi mesi sono riusciti a costruire attorno ad un’ idea iniziale una solida rete di collaborazioni.
Il progetto si avvarrà infatti del sostegno di partner (coop. soc. Il Simbolo) e soggetti sostenitori del terzo settore (associazione Ora Legale, Acli Provinciali di Pisa, ARCI Comitato di Pisa, Legambiente Pisa, TeMP società cooperativa, Cooperativa sociale Alzaia) e ha goduto fin dal suo concepimento del supporto di un’ampia rete di soggetti istituzionali coinvolti (Provincia di Pisa, Comune di Pisa, Master 'Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione' dell’Università di Pisa, Società della Salute Zona Pisana) e di alcuni professionisti che hanno prestato gratuitamente i loro servizi. Tutti i soggetti hanno riconosciuto da subito l’importante valore sociale e culturale del progetto.

L’idea del progetto nasce da un’autentica interpretazione dello spirito della legge 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, che prevede l'assegnazione dei patrimoni e delle ricchezze di provenienza illecita a quei soggetti - Associazioni, Cooperative, Comuni, Province e Regioni - in grado di restituirli alla cittadinanza tramite servizi, attività di promozione sociale e lavoro.

Il bene oggetto di confisca è un’edicola posta nel cuore del centro storico e commerciale della città, all’inizio di Borgo Stretto.
Nel mese di luglio 2013, come si ricorderà, il Tribunale di Reggio Calabria dispose il sequestro dell'edicola a complemento delle indagini della Direzione Investigativa Antimafia di Messina, riguardanti un sodalizio mafioso attivo in Sicilia negli anni '90.
Nel giro di pochi mesi (settembre 2013 e aprile 2014) sono poi arrivate le confische di I e II grado, che hanno aperto possibilità più concrete per una manifestazione di interesse e la successiva presentazione al Tribunale di Reggio Calabria di un progetto di riutilizzo sociale dell’azienda da parte di Libera Pisa e della Cooperativa sociale Axis.
Il parere favorevole del Tribunale ha permesso il 14 maggio la stipula del contratto di affitto e l'avvio a tutti gli effetti del progetto che prevede il ripristino della tradizionale attività di rivendita di giornali, riviste e periodici con la creazione di nuovi posti di lavoro ed un’attenzione particolare all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate (legge 381/91).
A questa attività se ne affiancheranno altre a servizio della cittadinanza, che saranno definite nel tempo anche in collaborazione con i partner e i soggetti
sostenitori del progetto. L'edicola prenderà il nome 'I Saperi della Legalità' e sarà punto di riferimento importante e aperto a tutta la città per diffondere i principi della legalità democratica, della solidarietà e dell’antimafia sociale.
 

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