Emergenza abitativa, sfratti sospesi ma non basta: "Si trovino gli alloggi"

Prendocasa contesta Confedilizia contraria alla sospensione, mentre il segretario del sindacato inquilini di Pisa ammonisce: "Basta soluzioni tampone, situazione critica"

Un passato presidio alla Prefettura

Resta impellente la necessità di case popolari nel pisano. Dopo la riunione della Commissione territoriale sfratti tenutasi nei primi di aprile, è stata decisa dalla Prefettura la sospensione dei provvedimenti esecutivi fino al prossimo 13 maggio per coloro che rientrano nel bando per la morosità incolpevole.

Una soluzione temporanea che di nuovo posticipa il ripresentarsi del problema e lascia anche scoperta una parte delle famiglie in difficoltà: "Come sindacato e Sunia - spiega l'avvocato dell'Unione Inquilini Claudio Lazzeri - avevamo chiesto una sospensiva generalizzata, perché una decisione a tempo lascia il tempo che trova. Legandola poi al solo bando di morosità incolpevole sono rimaste fuori molte situazioni a rischio sfratto. Il pericolo concreto c'è per circa 50 casi su Pisa e una 20ina su Cascina".

Per l'associazione è necessario che ci sia una strategia pubblica che punti a risolvere la situazione: "Le misure sospensive devono avere un senso - spiega Lazzeri - altrimenti servono a poco. Oltre alla sospensione generale una decina di giorni fa abbiamo proposto di rendere agibili i circa 40 alloggi di Sant'Ermete rimasti vuoti, affinché possano essere usati per il tempo necessario. Non sono il massimo, ma fino a poco tempo fa erano abitati. Sarebbero un tampone utile a vedere poi a chi spetta la casa alla pubblicazione della graduatoria provvisoria delle case popolari".

Il Progetto Prendocasa denuncia le difficoltà quotidiane di chi si sente stretto fra burocrazia e mezzi di sostegno: "Il problema di fondo è insormontabile e l'uscita dalla precarietà e dal ricatto abitativo un miraggio. Le famiglie sotto sfratto sono estromesse dal mercato degli affitti: chi non ha un reddito continuativo e da benestante si trova le porte chiuse in faccia dalle agenzie immobiliari e dai proprietari che chiedono 'garanzie' di pagamento. All'origine di questa vera e propria angoscia di massa c'è la oramai conclamata impossibilità di sostenere, nell'epoca della crisi, i contratti di affitto a libero mercato e la scelta delle istituzioni di smantellare l'edilizia residenziale pubblica".

Gli attivisti anti-sfratto attaccano anche Confedilizia, rea secondo loro di essere contraria alla sospensione degli sfratti. Per l'avvocato Lazzeri "non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Fra i proprietari di casa ci sono anche quelli che affittano un immobile per pagarci il mutuo. Certo, ci sono anche i grandi proprietari che hanno decine di case sfitte. Confedilizia protegge gli interessi degli associati, anche se alcuni casi li capisco meno. Io comunque credo che debba essere il soggetto pubblico a dover intervenire. Ad esempio aumentando la tassazione per chi tiene molti alloggi sfitti, in modo da favorire l'entrata di queste abitazioni nel mercato con l'assegnazione all'Agenzia Casa".

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