Emergenza sfratti, lettera al Prefetto: "Le istituzioni si espongano per risolvere il problema"

Si celebra il 10 ottobre la 6° 'Giornata nazionale sfratti zero' indetta dall'Unione Inquilini. L'associazione espone la situazione al nuovo Prefetto e spinge per interventi decisivi

La questione sfratti è un tema ricorrente e complesso a Pisa, ma non per questo è da considerarsi irrisolvibile. E' con questo approccio che l'Unione Inquilini, insieme a Sicet/Cisl, Sindacato Generale di Base e Rebeldia, ha scritto al nuovo prefetto di Pisa Angela Pagliuca chiedendo all'ente una serie di impegni volti a superare la cronica mancanza di alloggi per le famiglie in difficoltà.

I dati

La petizione consegnata stamani, 10 ottobre, in occasione della 6° 'Giornata nazionale sfratti zero' indetta dall'Unione Inquilini, riporta i dati aggiornati sulla situazione sfratti in provincia. Circa 500 famiglie sono gravate da un'esecuzione di sfratto, il 95% per morosità, o sono già state sfrattate nel corso del 2017 senza avere ottenuto un adeguato passaggio da casa a casa previsto dalla legge. "In 2mila - si legge nel documento - hanno fatto domanda di un alloggio popolare nei Bandi ERP 2016 dei Comuni della provincia, ma i nuclei con sfratto per morosità incolpevole non hanno ottenuto alcun punteggio per ottenere una casa popolare a causa dell'introduzione della L.R.T. n. 41/2015 che lo ha assurdamente eliminato".

"E' noto - prosegue la petizione - che nei Comuni della Provincia di Pisa, oltre a decine di migliaia di alloggi sfitti di proprietà privata, ci sono ben 240 alloggi popolari di proprietà comunale vuoti in attesa di manutenzione per poter essere assegnati, ai quali occorre aggiungere 50 alloggi vuoti a Sant'Ermete in attesa di demolizione, che per progetto non potrà avvenire prima del 2022".

Cause e criticità

Da un lato l'alta concorrenzialità che la presenza massiccia di studenti offre, dall'altra le case sfitte dei grandi proprietari. Sono queste due caratteristiche che, se non gestite dalle amministrazioni, in modo combinato causano l'acuirsi del problema sfratti. "La grande presenza di studenti - analizza il presidente dell'Unione Inquilini Virgilio Barachini - da un lato porta soldi in città, rappresentando una colonna dell'economia in un periodo di crisi, dall'altro fa alzare gli affitti, che per una famiglia diventano impossibili da sostenere. Su questo sistema operano sia proprietari che agenzie immobiliari". I canoni sono poi mantenuti elevati grazie alla non reperibilità sul mercato di alternative, finendo per favorire situazioni di indigenza e morosità.

"Sul lato dei proprietari bisogna distinguere - specifica l'avvocato dell'Unione Inquilini Claudio Lazzeri - perché ci sono quelli che hanno una casa in affitto per cui ci pagano il mutuo, e chi davvero ha centinaia di appartamenti tenuti chiusi. In tutto questo c'è anche il pubblico, che a Pisa a 150 alloggi vuoti, circa 50 a Sant'Ermete, che si potrebbero sistemare con poco e rendere agibili".

Nei mesi scorsi erano stati annunciati investimenti ed interventi per il recupero degli alloggi di resulta. "Al momento - prosegue Lazzeri - non ci risulta che sia stata fatta la gara per l'affidamento dei lavori. E intanto si prosegue a pagare migliaia di euro per i B&B, a turno circa una decina al mese anche se non abbiamo dati certi, soldi usati per soluzioni tampone che potrebbero essere spesi per sistemare le case e dare contributi all'affitto. E' quindi un problema di volontà quella di intervenire efficacemente".

Le proposte

La priorità è quindi quella di un uso più lungimirante delle risorse pubbliche, in modo da favorire soluzioni a lungo termine. "Con poche migliaia di euro risparmiati dai B&B - sintetizza Lazzeri - si sistema una casa a Sant'Ermete, dove c'è l'assurdo che a pochi metri da un'abitazione dichiarata inagibile ce ne sono altre abitate, con condizioni da migliorare ma comunque da sfruttare. Poi si deve trovare un modo di tassare chi ha più case in affitto, o dare incentivi a chi offre abitazioni a canoni ridotti. In sostanza 'obbligare' a rendere disponibili abitazioni, in modo tale da coprire tutta la domanda. Dai numeri che ci sono, ci sarebbero case per tutti". Gli 'obbligati' sarebbero comunque pagati da risorse pubbliche: "Non si capisce perché non si faccia nulla in questo senso" conclude Lazzeri.

Nella petizione sono raccolte nel dettaglio le proposte mosse al prefetto. Fra queste c'è la redazione di un "apposito elenco dinamico delle famiglie che sono sotto sfratto esecutivo, allo scopo di favorire il passaggio da casa a casa delle famiglie sfrattate, alle quali è riservato per legge il 30% degli alloggi di ERP annualmente disponibili". Poi, "nel caso di improrogabili esecuzioni di sfratto, in attesa di trovare una definitiva soluzione abitativa alternativa per le famiglie sfrattate, chiediamo che sia sospesa la concessione della forza pubblica per i casi esaminati dalla Commissione Territoriale del LODE Pisano".

Su Sant'Ermete si chiede l'assegnazione provvisoria dei 50 alloggi "come 'alloggi parcheggio', alle famiglie sfrattate con significazione di esecuzione improrogabile, anche ricorrendo all'autorecupero degli stessi da parte degli inquilini, oltre ai necessari interventi di manutenzione per garantire una decorosa abitabilità a tutti gli appartamenti". Si propone infine di togliere dai piani di privatizzazione, con aste andate deserte, gli immobili di istituzioni pubbliche che invece potrebbero essere "adattati per una sistemazione provvisoria delle famiglie senza casa, in particolare per le famiglie di immigrati con regolare permesso di soggiorno con gravi problemi abitativi".

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