'Era mio padre': la testimonianza di Lorenzo Biagi

IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLE VITTIME DEL TERRORISMO INCONTRO CON IL FIGLIO DEL GIUSLAVORISTA MARCO BIAGI.L’INIZIATIVA PROMOSSA ANCORA UNA VOLTA DALL’ASSOCIAZIONE “IL MOSAICO”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Come ormai consuetudine, l’Associazione Culturale IL MOSAICO, presieduta da Riccardo Buscemi, organizza in occasione della GIORNATA DELLA MEMORIA DELLE VITTIME DEL TERRORISMO E DELLE STRAGI ( la ricorrenza istituita con la legge 4 maggio 2007 n° 56 e che si celebra il 9 maggio di ogni anno, data del ritrovamento del corpo di Aldo Moro ucciso dalle Brigate Rosse) l’iniziativa “ERA MIO PADRE”, un incontro con i figli di vittime del terrorismo e gli studenti di alcune scuole cittadine e la cittadinanza. Dopo gli incontri degli anni passati con il figlio di Lando Conti (il sindaco di Firenze ucciso a Firenze nel 1986 in un agguato terroristico), con il figlio di Domenico Ricci (l’autista di Aldo Moro, caduto nell’agguato di Via Fani), con Maria Fida Moro, primogenita di Aldo Moro, con LUCIA BORSELLINO, figlia dell’indimenticabile Giudice PAOLO BORSELLINO, ucciso a Palermo nell’attentato mafioso di Via d’Amelio il 19 luglio 1992 insieme ai cinque agenti della sua scorta, con Eugenio Occorsio, giornalista e figlio del Giudice Vittorio Occorsio ucciso nel 1976, con Paolo Bolognesi, Presidente dell’ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA STRAGE DI BOLOGNA del 1980, quest’anno IL MOSAICO propone alla cittadinanza e soprattutto ai giovani studenti (ai quali l’incontro è riservato) la testimonianza di LORENZO BIAGI, figlio di Marco Biagi, il giuslavorista bolognese ucciso dalle Nuove Brigate Rosse nel 2002. La sua morte, insieme con quella del giurista Massimo D’Antona ucciso tre anni prima, fece temere un ritorno del terrorismo di estrema sinistra nel nostro paese dopo gli anni Settanta. Sceso dal treno che lo aveva portato da Modena a Bologna, la sera del 19 marzo 2002 Marco Biagi, senza scorta, montò in bicicletta per percorrere come d’abitudine il tragitto dalla stazione a casa sua, dove trovò due brigatisti a bordo di un motorino che gli andarono incontro sparandogli sei colpi mortali. L’incontro si svolgerà Mercoledì 8 maggio alle ore 11.15 nell’Aula Magna del Liceo Statale “Giosuè Carducci” in Via San Zeno e sarà moderato da Guglielmo Vezzosi, Capo Redattore de “La Nazione” di Pisa, dopo i saluti di Riccardo Buscemi, Presidente de IL MOSAICO, della Professoressa Valeria Raglianti dell’Ufficio Provinciale Scolastico, del Sindaco di Pisa Michele Conti e del Presidente della Provincia Massimiliano Angori. Il coro e l’orchestra del Liceo eseguiranno gli inni. Afferma Riccardo Buscemi: “Io ricordo benissimo gli anni del terrorismo, in particolare il rapimento di Aldo Moro. Ero in classe (frequentavo la prima media alle Fucini): entrò improvvisamente la mamma di una compagna di classe per portarsela a casa, c’era il timore che potessero succedere gravi disordini, lo Stato era stato colpito al suo cuore!! Dopo 55 giorni di prigionia, Moro fu ucciso ed il suo corpo fu ritrovato il 9 maggio. E mi sono altrettanto indelebili gli attentati a giudici, poliziotti, carabinieri, giornalisti, imprenditori, sindacalisti, lavoratori, semplici cittadini, su cui la strategia del terrore si è accanita in quanto icone di quello Stato da abbattere con la lotta armata. Ai nostri giovani è rivolta l’iniziativa de IL MOSAICO, perché, non avendo vissuto quei tempi come invece è successo ai giovani della mia generazione, rischiano di subire passivamente la rimozione dell’esperienza sconvolgente vissuta dal Paese e così di allentare la vigilanza contro ogni pericolo di riproduzione di quei fenomeni che sono tanto costati alla democrazia e agli italiani. Noi non invitiamo gli ex terroristi a salire in cattedra, come avviene ancora oggi in alcune città italiane, noi con l’iniziativa “Era mio padre” invece diamo voce, attraverso i loro figli, alle vittime del terrorismo, uccise con fredda ferocia solo perché colpevoli di svolgere il proprio dovere di cittadini.” Afferma Riccardo Buscemi: “Io ricordo benissimo gli anni del terrorismo, in particolare il rapimento di Aldo Moro. Ero in classe (frequentavo la prima media alle Fucini): entrò improvvisamente la mamma di una compagna di classe per portarsela a casa, c’era il timore che potessero succedere gravi disordini, lo Stato era stato colpito al suo cuore!! Dopo 55 giorni di prigionia, Moro fu ucciso ed il suo corpo fu ritrovato il 9 maggio. E mi sono altrettanto indelebili gli attentati a giudici, poliziotti, carabinieri, giornalisti, imprenditori, sindacalisti, lavoratori, semplici cittadini, su cui la strategia del terrore si è accanita in quanto icone di quello Stato da abbattere con la lotta armata. Ai nostri giovani è rivolta l’iniziativa de IL MOSAICO, perché, non avendo vissuto quei tempi come invece è successo ai giovani della mia generazione, rischiano di subire passivamente la rimozione dell’esperienza sconvolgente vissuta dal Paese e così di allentare la vigilanza contro ogni pericolo di riproduzione di quei fenomeni che sono tanto costati alla democrazia e agli italiani. Noi non invitiamo gli ex terroristi a salire in cattedra, come avviene ancora oggi in alcune città italiane, noi con l’iniziativa “Era mio padre” invece diamo voce, attraverso i loro figli, alle vittime del terrorismo, uccise con fredda ferocia solo perché colpevoli di svolgere il proprio dovere di cittadini.”

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