Consorzio di Bonifica: il 15% dei contribuenti non paga la tassa

Le entrate ordinarie dell'Ente sono di circa 16 milioni di euro ogni anno, soldi che vengono reinvestiti per garantire la sicurezza idraulica del territorio. La cifra evasa è però di oltre 2 milioni. Ecco chi paga la tassa e come viene calcolata

Quindici contribuenti ogni cento non pagano il tributo al Consorzio di Bonifica. Il che significa che ogni anno mancano all'appello più di 2 milioni di euro. "Come Ente - spiega Marco Monaco, presidente del Consorzio 4 Basso Valdarno - dovremo incassare una cifra che si aggira intorno ai 16 milioni di euro, soldi che poi reinvestiamo completamente per svolgere mansioni ordinarie e cofinanizare altri interventi. L'85% dei nostri contribuenti paga regolarmente appena riceve la cartella, qualcuno paga dopo un primo sollecito qualcun'altro invece non versa mai niente. In pratica si tratta di evasori totali".

A pagare sono i consorziati, ovvero tutti i proprietari di immobili (terreni, fabbricati, etc) che ricadono sul territorio del Consorzio di Bonifica. "Nel nostro caso - prosegue Monaco - sono 250mila". Il Consorzio 4 Basso Valdarno gestisce infatti un territorio di 208 mila ettari che comprende 55 Comuni sparsi in 5 Province. I residenti sono in totale 750mila. "Ogni contribuente - continua il presidente del Consorzio di Bonifica - paga una cifra compresa tra i 20 e i 40 euro l'anno. L'importo del tributo è calcolato con un algoritmo che prende in considerazione una serie di fattori: in sostanza, paga di più chi utilizza di più il nostro servizio, per cui se si abita ad esempio in collina, dove le acque meteoriche scorrono via da sole la tassa non verrà pagata, mentre se si è residenti in pianura, ad esempio a Pisa, l'importo sarà quello massimo".

Le entrate ordinarie dell'Ente (16 milioni di euro) servono per svolgere diverse mansioni. "Due interventi l'anno - spiega Monaco - per la manutenzione dei corsi d'acqua, il costo di gestione delle opere idrauliche consortili e degli impianti idrovori, lo scavo dei canali, lo studio e la progettazione degli interventi di ricostruzione, la realizzazione delle opere di bonifica e i servizi di piena".

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UNA NUOVA RETE IDRAULICA. Pochi sanno che a Pisa le acque meteoriche (cioè l'acqua piovana) per defluire devono attraversare mezza città: da Cisanello a Porta a Lucca, passando per il centro, finiscono infatti tutte nel Fiume Morto. "Per questo - afferma Monaco - abbiamo in progetto di realizzare entro la metà del 2017 una nuova rete idraulica, in modo da dividere in due il bacino: da via di Pratale fino a Porta a Lucca le acque continueranno ad andare, attraverso il sistema fognario e gli altri canali, nel Fiume Morto. Mentre tutta la zona di Cisanello-Pisanova-Piagge scaricherà le acque nell'Arno, che è molto più vicino. L'obiettivo è quello di ridurre il rischio idraulico per Cisanello e Ghezzano, diminuendo anche il carico dei quartieri attraversati dal fosso dei sei Comuni, in particolare i quartieri della Fontina e di Porta a Lucca". Il progetto è già a livello esecutivo ed è stato finanziato con una cifra di 12 milioni di euro.

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