Fallimento 'Sviluppo Navicelli', Comune scoperto: le fidejussioni sono "carta straccia"

Due fidejussioni a copertura dei lavori di urbanizzazione che la Navicelli ha fornito al Comune risultano emesse da una società scomparsa e non solvente per oltre 3 milioni. Uno scandalo per Ucic-Prc: "Mancati controlli, ora non si recupererà nulla"

Fidejussioni bancarie tossiche che lasciano il Comune di Pisa, oltre che senza le urbanizzazioni non realizzate dalla 'Sviluppo Navicelli', anche senza i soldi previsti a garanzia delle stesse. Il soggetto che infatti doveva pagare è chiuso e irreperibile. Restano incompiute, come indicate nella relazione dell'Ufficio Infrastrutture del 9 giugno 2015, circa 3 milioni e 200mila euro di interventi che la società, fallita il 12 maggio 2015, avrebbe dovuto ultimare nell'area fra la via Aurelia, il canale dei Navicelli, via Gargalone e il depuratore di Pisa Sud.

Opere che mancano e di cui non si potrà nemmeno recuperare i soldi dato che le garanzie offerte dalla 'Sviluppo Navicelli', tramite la società finanziaria 'Union Credit Finanziara Spa', sono "carta straccia". Così le definisce il gruppo consiliare Ucic-Prc, che documenti alla mano mostra come le due fidejussioni, da oltre 2 milioni l'una, siano state emesse da un soggetto che risulta cancellato dal registro della Banca d'Italia dei soggetti abilitati al rilascio di cauzioni per appalti pubblici dal dicembre 2008, e perfino chiusa per cessazione attività dal maggio 2013.

Il Comune nel gennaio 2015 ha chiesto l'escussione delle garanzie alla 'Union Credit', ma la raccomandata gli è tornata indietro con l'indicazione di 'destinatario sconosciuto'. Il 22 aprile l'ente ha quindi chiesto alla 'Sviluppo Navicelli' nuove fidejussioni a garanzia dei lavori. La risposta è stato il fallimento del 12 maggio della società.

LO SCANDALO FIDEJUSSIONI. Dall'indagine di Ucic-Prc si notano vari passaggi in cui, anche a distanza fra loro di molto tempo, emergono mancate comunicazioni e verifiche da parte sia della 'Sviluppo Navicelli' che del Comune. I consiglieri Auletta e Ricci chiedono risposte all'amministrazione su tutto l'evolversi della vicenda, che parte fin da prima della presentazione delle fidejussioni da parte della 'Sviluppo Navicelli' (2009) per i permessi a costruire nell'area interessata, lavori stabiliti a seguito della convenzione urbanistica stipulata nell'ottobre 2007.

"Dal sito di informazione economica notiziarioinformatico.com - spiega Ucic-Prc - abbiamo appreso che la 'Union Credit Finanziaria Spa' era stata cancellata dai soggetti abilitati a dare fidejussioni per appalti pubblici nel dicembre 2008. A conferma che ci fosse qualcosa di strano c'è anche un provvedimento dell'Agenzia delle Entrate di Bologna che pone il fermo amministrativo di quasi 400mila euro alla stessa società perché non ha pagato nei suoi confronti delle polizze fidejussorie". 

Il 24 febbraio 2009 la 'Sviluppo Navicelli' deposita in Comune le due fidejussioni 'incriminate'. Nel giugno 2010 una determina del Comune di Seregno (Monza-Brianza) conferma che nel novembre 2009 non è stato possibile escutere una fidejussione dalla 'Union Credit' e che questa risulta non solo cancellata dai registri della Banca d'Italia, ma anche in liquidazione dal 27 luglio 2009. L'attività della finanziaria risulta come cessata all'Agenzia delle Entrate il 31 maggio 2013.

"Il 5 settembre 2012 - raccontano i consiglieri comunali - viene rinnovata fra la 'Union Credit' e la 'Sviluppo Navicelli', con il Comune che la accetta, la fidejussione che aumenta il suo valore da 2 milioni e 149mila euro a 2 milioni e 266mila euro perché deve coprire i nuovi lavori per lo spostamento del centro di raccolta rifiuti di Porta a Mare, all'interno del progetto Ikea. Una nuova garanzia quindi, che viene data per buona senza che ancora sia fatto nessun controllo".

LA SCOPERTA DEL COMUNE. Il 12 gennaio 2015, dopo un sollecito fatto dal Comune alla 'Sviluppo Navicelli' il 27 novembre 2014 per ultimare i lavori entro il 31 dicembre, l'ente territoriale decide di chiedere alla 'Union Credit' l'escussione della garanzia. Richiesta caduta nel vuoto e successiva lettera alla 'Sviluppo Navicelli' il 22 aprile 2015 per chiedere nuove fidejussioni a garanzia dei lavori, con un 30% di incremento come stabilito nella convenzione urbanistica.

Il 12 maggio 2015 la società fallisce. Ultimo atto, "un gesto disperato" secondo i consiglieri Ucic-Prc, il Comune invia una nuova raccomandata alla 'Union Credit' il 18 giugno 2015 in una sede diversa (prima Torino operativa, ora Roma legale) chiedendo ancora la riscossione del dovuto. Di nuovo lettera non recapitata e ritorno con indicazione di 'destinatario sconosciuto'. 

ricci auletta-3"L'amministrazione - chiedono da Ucic-Prc - ha verificato che la società finanziaria era abilitata a rilasciare fidejussioni? Possibile che non si sia mai accorta di quanto stava succedendo? Noi inviamo una lettera al segretario generale chiedendo se tutto questo è stato comunicato nella procedura fallimentare ed alle autorità competenti. Aspettiamo qualche giorno la risposta, poi informeremo chi di dovere sui fatti. Per ora chiediamo se quello che abbiamo scoperto risulta anche all'amministrazione".

"Certo è - concludono Auletta e Ricci - che sono mancate comunicazioni da parte sia della Navicelli che controlli dell'amministrazione. Dal punto di vista politco questa è l'ennesima conferma che serve un cambio urgente nella guida della nostra città".

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