Volontario antincendio fermato per il rogo sul Serra: "Era un insospettabile, siamo sconvolti"

Parla il presidente del coordinamento volontari AIB Toscana che esclude il movente economico dietro il gesto del presunto piromane

Volontari antincendio sul Monte Serra (foto d'archivio)

Il mondo dell'antincendio boschivo è scosso dopo la notizia del fermo di un 37enne di Calci, presunto responsabile del rogo che ha incenerito i Monti Pisani lo scorso settembre. Il presidente del coordinamento volontari AIB Toscana Gabriele Salvadori stenta a credere che sia vero, nonostante le indagini siano ancora in corso e debba ancora esserci certezza sulle responsabilità del giovane.
"Siamo tutti sconvolti, è una cosa che davvero non ci aspettavamo, il ragazzo fermato è un insospettabile - dice con profondo sconforto Salvadori - era con noi a spengere l'incendio in quei giorni e come gli altri si è fatto in quattro per domare le fiamme. Se fosse davvero lui il responsabile, sarebbe incredibile".
Gli sforzi fatti nel dimostrare l'importante servizio svolto dall'antincendio boschivo d'un tratto sono vanificati dal fermo di un volontario. "Penso al tempo sottratto alle famiglie, all'impegno che mettiamo per difendere il territorio, tutto reso inutile dalla notizia che il piromane sarebbe uno di noi" commenta amaro Salvadori, che tiene però a precisare che il 37enne non può aver agito per motivi economici. "Il sistema in vigore nella Regione Toscana non permette contributi aggiuntivi in caso di incendio - spiega il presidente AIB - noi riceviamo fondi regionali e locali a prescindere dal fatto di spegnere o meno incendi". Un 'pagamento' dunque che arriva indipendentemente dagli interventi. "Per noi è tutto di guadagnato se scoppiano meno incendi possibili perchè otteniamo comunque il contributo e risparmiamo su benzina e usura dei mezzi".

Sui motivi che possano portare una persona cresciuta praticamente con l'idrante in mano (fa parte del gruppo AIB di Calci da quando aveva 18 anni) Salvadori non ha una risposta. "Non saprei proprio, fosse stata una persona inesperta magari poteva non conoscere le conseguenze  - spiega - ma lui sono anni che svolge il servizio, passava le giornate con noi, ed è impossibile che non conoscesse le conseguenze dell'appiccare il fuoco in una serata ventosa come quella. Non si è trattato di bruciare un po' di vegetazione, ma di mettere a repentaglio la vita delle persone. E lui, ammesso che sia il responsabile, non poteva non saperlo vista la sua esperienza".

"Con l'incendio del Monte Serra tanti giovani si erano avvicinati all'antincendio, ne avevano capito l'importanza, ora ho paura che il nostro mondo sia guardato con ancora più diffidenza - dice ancora Salvadori - sono davvero sconvolto, non so più di chi posso fidarmi". Nello stesso tempo però c'è la voglia di guardare avanti: "Da domani comunque ricominceremo a fare quello che abbiamo sempre fatto. Io personalmente, passato lo scoramento, non mi faccio abbattere, anzi, cercherò di ripartire anche per evitare che situazioni del genere si ripetano".
Ci sono tanti giovani da seguire, da indirizzare sulla giusta strada, a protezione del territorio che ci circonda.

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