Fidejussioni tossiche, Auletta in Tribunale: "Sono tranquillo, ho solo detto la verità"

Udienza la mattina di mercoledì per l'opposizione all'archiviazione per l'accusa di diffamazione, azione legale promossa dall'imprenditore Stefano Bottai

Il terremoto delle cosiddette 'fidejussioni tossiche', cioè garanzie finanziarie a copertura di lavori risultate inefficaci, fornite da vari soggetti per ottenere permessi a costruire, è scoppiato nell'ottobre 2015 a seguito della prima denuncia del caso dell'allora gruppo consigliare Ucic-Prc. I successivi sviluppi hanno portato anche ad un'indagine interna dello stesso Comune di Pisa, depositario suo malgrado delle garanzie 'carta straccia', che nel gennaio 2016 ha riconosciuto la presenza di 27 polizze non idonee per oltre 14 milioni di euro di opere non realizzate. 

Allora, come in tempi recenti visto l'interessamento della Corte dei Conti nel 2018, è stato il rappresentante di Una Città in Comune Francesco Auletta a far emergere il tema. Le sue dichiarazioni non sono piaciute all'imprenditore Stefano Bottai che così, da quanto si apprende, ha intrapreso le vie legali circa un anno fa contro il consigliere comunale lamentando la diffamazione. Si arriva così all'udienza di domani mattina, 22 maggio: con i suoi legali il ricorrente si è opposto all'archiviazione dell'accusa richiesta dal Pm.

"Sono tranquillo - ha detto oggi in conferenza stampa Auletta - ho solo parlato di fatti reali, facendo emergere per primi, con il gruppo Ucic-Rifondazione Comunista, quello che è uno scandalo per la nostra città. Ho parlato del sistema, reiterato, con il quale venivano presentate garanzie finanziarie per grossi interventi immobiliari senza che queste fidejussioni fossero valide. E' un ribaltamento della realtà, eppure i fatti parlano chiaro e l'unico che non ha dato spiegazioni della sua condotta è proprio Bottai".

"Sapeva - incalza Auletta - cosa firmava l'allora amministratore della Navicelli? Perché tutto è partito dal fallimento della società nel 2015, dopo che anni prima (2012, ndr) la stessa aveva incassato 22 milioni di euro per la 'valorizzazione dei terreni Ikea'. Si è così scoperto che nel febbraio 2009 la Navicelli aveva depositato in Comune fidejussioni provenienti dalla Union Credit Finanziaria Spa, già cancellata dai registri dei soggetti abilitati della Banca d'Italia nel dicembre 2008. Nel 2012 una di queste viene persino rinnovata con la Union Credit che era in liquidazione. E il porto di Boccadarno è un altro esempio".

"A parte la mancanza di controlli in Comune - conclude il capogruppo di Diritti in Comune - il problema parte da chi doveva portare documenti completi e validi e non lo ha fatto. La questione per noi è politica e riguarda il rapporto tra chi governa Pisa e i grandi costruttori e imprenditori della città. Sono stati stesi tappeti rossi per questi, in cambio di un po' di oneri di urbanizzazione che in molti casi non sono stati nemmeno realizzati e, come dimostra questo caso, nemmeno con le garanzie per il loro completamento. E a pagare poi sono i cittadini, come nel caso dello smantellamento della stazione ecologica di via del Gargalone a Porta a Mare".

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