Fidejussioni tossiche, Auletta: "Accertato danno erariale per 4,2 milioni"

Il sindaco durante il Consiglio Comunale del 5 aprile ha risposto ad un question time confermando l'interesse sul caso della Corte dei Conti. Auletta: "C'è un problema di rapporti con il privato"

Da sinistra: Tiziana Nadalutti (Ucic), Iacopo Cambi (PRC), Ciccio Auletta (Ucic) e Franco Bianchi (Possibile)

"Il nodo delle fidejussioni 'carta straccia' viene al pettine e siamo solo all'inizio". E' quanto afferma Francesco Auletta, candidato sindaco della coalizione di sinistra 'Diritti in Comune' composta da Una Città in Comune, Rifondazione Comunista e Possibile. Il consigliere ed il suo gruppo furono i primi ad interessarsi e 'scoprire il caso' nell'ottobre 2015, dopo che il fallimento della Sviluppo Navicelli portò la compagine politica a verificare se, viste le opere pubbliche ancora pendenti a carico della società, dalla sua chiusura potesse derivare un danno per il Comune.

L'ultimo aggiornamento sulla vicenda c'è stato lo scorso 5 aprile, in Consiglio Comunale. Il sindaco Marco Filippeschi ha risposto ad un question time di Ucic, circa l'effettiva presenza di accertamenti della Corte dei Conti sul caso, dopo gli esposti fatti all'Ente ed alla Procura della Repubblica. Il primo cittadino ha letto una nota del segretario generale del Comune: "La Corte dei Conti è recentemente intervenuta sul procedimento relativo all'accettazione di polizze fidejussorie rilasciate da soggetto non autorizzato, nello specifico alla Sviluppo Navicelli. L'intervento della Corte è però ai soli fini procedurali e non d'indagine, approssimandosi il termine prescrizionale. La Corte ha chiesto al segretario generale la costituzione in mora dei soggetti coinvolti ai fini dell'interruzione del termine, al fine di evitare di rendere improcedibile l'eventuale azione nei confronti degli effettivi responsabili. Tale costituzione in mora è stata effettuata da questo ufficio (segretario generale ndr) e trasmessa alla Corte dei Conti".

L'interessamento sul caso della Corte è quindi concreto. Per Auletta riguarda "un danno alle casse del Comune di 4,2 milioni di euro per le fidejussioni tossiche consegnate dalla Sviluppo Navicelli negli anni passati a garanzia dei permessi a costruire, che grazie ad esse le sono stati concessi. E' questa la conclusione a cui è arrivata la Procura della Corte dei Conti sulla base dell'attività istruttoria svolta dalla Guardia di Finanza. E' stato tutto possibile per l'assenza di controlli, perché se non ci fossimo interessati noi tutto questo non sarebbe emerso. Altro che 'sciacalli' come ci aveva chiamato pubblicamente Filippeschi, noi abbiamo agito nell'interesse dell'amministrazione. E siamo all'inizio, perché ci sono altri casi, come il Porto di Boccadarno, con un milione di euro di fidejussioni tossiche. Il totale è di circa 16 milioni di carta straccia".

Le conseguenze, anche giudiziarie, sono da chiarire. Il pericolo è che "a pagare siano i cittadini, come nel caso del centro rifiuti di via del Gargalone" dice Auletta, che sottolinea la gravità della questione: "La Union Credit, la società delle due fidejussioni presentate dalla Navicelli e dal suo amministratore Stefano Bottai, fin dall'inizio, nel febbraio 2009, non risultava abilitata all'attività finanziaria. Nel 2012 una delle fidejussioni è stata rinnovata perché la Navicelli si era presa in carico lo spostamento proprio del centro di raccolta per l'arrivo di Ikea, quando però da luglio 2009 la Union Credit risultava in liquidazione. E ancora di più: alle fidejussioni manca un documento formale necessario alla loro teorica validità, cioè l'atto di co-obbligazione dell'amministratore Stefano Bottai, con cui avrebbe dovuto prestare garanzia con il suo patrimonio individuale. Il documento non è stato mai allegato, quindi la fidejussione non sarebbe comunque stata valida e il Comune non la avrebbe mai potuta escutere".

"Stiamo parlando - insiste Auletta - di un imprenditore che oggi siede nel Cda di Toscana Aeroporti. Crediamo che debba spiegare alla città il suo operato. E' chiaro che il Comune di Pisa abbia un'impostazione errata nei rapporti con il privato. Si parla di milioni di euro, che difficilmente potranno essere recuperati, come si dice, con la vendita dei terreni della società, in questo contesto di crisi immobiliare". "Sappiamo di aver agito nell'interesse del Comune e dell'imprenditoria sana - conclude il consigliere - ora non resta che modificare il sistema dei controlli e verificare tutte le azioni possibili per recuperare quante più risorse possibili".

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