Fidejussioni tossiche: possibili danni per milioni, le carte alla Corte dei Conti

Il Collegio dei Revisori del Comune di Pisa ha ultimato un'istruttoria sulle 32 fidejussioni 'carta straccia' ed ha riscontrato irregolarità tali da informare l'ente di controllo

"Ipotesi di gravi irregolarità potenzialmente suscettibili di generare o aver generato danno all'Ente Locale". Con questa motivazione, non solo per le fidejussioni tossiche di per sé, ma anche per "la carenza di evidenze nei confronti della Corte dei Conti da parte degli uffici comunali", il Collegio dei Revisori del Comune ha inviato alla Procura della Corte dei Conti della Toscana una propria relazione sulle polizie rilasciate da terzi ed accettate dal Comune a garanzia dello scomputo di oneri.

In sostanza di tratta di una piena validazione delle denunce che il gruppo consiliare Una Città in Comune-Rifondazione Comunista porta avanti da più di un anno, lavoro che poi ha portato ad un dossier dove si raccoglievano le 32 fidejussioni 'carta straccia' per un totale di quasi 16 milioni di euro. Cifra che oggi, in una parte tutta da stabilire, potrebbe mancare direttamente dalle casse del Comune di Pisa.

La relazione dei Revisori pone l'accento sulle situazioni più problematiche legate alle polizze invalide. Prima di vedere i casi, il consigliere Ucic-Prc Auletta spiega che "questa relazione è stata protocollata il 23 novembre e non è stata inviata a nessun consigliere. Siamo riusciti ad averla grazie ai nostri controlli ed oggi la rendiamo pubblica. Su una cosa così grave, appena pronta, doveva essere il sindaco a relazionare al Consiglio ed alla città, invece è rimasta sotto silenzio. E' questa la trasparenza dell'amministrazione?".

CASO NAVICELLI. Sul caso della Sviluppo Navicelli l'istruttoria segnala come un importo pari a circa 3 milioni di euro sia segnato come passivo nella procedura di fallimento, soldi che "paiono quantificare l'entità del danno subìto dall'Ente, e dei quali pare oggi non potersi prevedere alcun realizzo, quantomeno in maniera sostanziale". "Se fossero state previste fidejussioni valide - afferma Auletta - non saremmo in questa situazione, con i Revisori che parlano di danno". Nell'ottobre 2015 l'amministrazione comunale affermava di essere "convinta di poter rientrare o con i crediti dal fallimento o con chi dovesse subentrare alla società fallita".

EDILCENTRO (BULGARELLA). Fra le varie inadempienze spicca quella per la cosiddetta Piazza del Terzo Millennio, pari a 2,9 milioni di euro. In questo caso i Revisori scrivono che "si constata una sostanziale inattività dell'impresa e l'inerzia degli uffici". La stessa impresa costruttrice è segnalata nell'attività di recupero crediti in corso da parte di Sepi per 3 cantieri (Piazza Terzo Millennio, ex Colonia Vittorio Emanuele II, Torri), con l'ente comunale di riscossione che nel 2016 "ha ottenuto ingiunzioni e pignoramenti per oltre un milione di euro, dei quali incassati 49mila". Le imposte dovute dal gruppo Bulgarella si aggirerebbero sui 6 milioni di euro.

BOCCADARNO. I Revisori scrivono di una "particolare attenzione posta dal Collegio per la società Boccadarno, proprio in considerazione del fatto che la stessa si trova in difficoltà economica e che le polizze non sostituite avrebbero dovuto garantire l'Ente proprio in questa situazione". La cifra garantita è pari a 800mila euro. "Si configura qua una specie di ricatto - commenta Auletta - perché il Comune se chiede nuove fidejussioni potrebbe causare un aumento dei costi al privato che quindi potrebbe fallire, e non essendoci polizze idonee non sarebbe coperto, come nel caso Navicelli. Un rapporto malato, causato dalla stessa amministrazione".

"Le operazioni immobiliari più compromesse - conclude il consigliere Auletta - sono state fatte dai soliti 3 gruppi, a cui evidentemente si permette qualsiasi cosa. E la città paga". "Siamo vicini al bilancio di previsione - commenta Luca Barbuti di Rifondazione Comunista - si dovranno coprire le risorse mancanti e sono soldi che mancheranno per altro, a causa di chi ha chiuso gli occhi finora. C'è stato anche il tentativo di scaricare la responsabilità sugli uffici, ma è chiaro che la responsabilità è tutta politica".

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