Inquinamento: flash mob di Greenpeace contro il diesel a Cisanello

Gli attivisti hanno sensibilizzato gli automobilisti sul pericoli per la salute legato allo smog

I volontari di Greenpeace hanno organizzato ieri, 11 novembre, in 23 città italiane fra cui Pisa, flash mob per denunciare l'impatto ambientale e sanitario dei veicoli diesel sulle nostre strade.

Gli attivisti dell'organizzazione ambientalista hanno svolto attività di sensibilizzazione nella zona di Cisanello, soprattutto tra gli automobilisti, categoria tra le più esposte alle emissioni del traffico veicolare. Hanno ironicamente esposto un detersivo di nome 'diesel', mostrando gli effetti dello smog su teli bianchi. Greenpeace sta in particolare puntando la sua attenzione su un inquinante specifico della mobilità a gasolio, il biossido di azoto, che secondo l'Agenzia Europea per l'Ambiente è responsabile nel nostro Paese di oltre 17mila casi di morte prematura l'anno.

"I danni che le auto diesel arrecano all'ambiente e a tutti noi, nonché il disastro del Dieselgate, non sono certo da imputare a chi ha comprato un'auto a gasolio, ma alle aziende che hanno ingannato i consumatori e ai governi che glielo hanno consentito - dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia - se quei veicoli avessero avuto problemi all'impianto frenante, all'airbag o cose simili sarebbero stati immediatamente richiamati dalle aziende per verifiche, controlli o sostituzioni. Invece hanno solo il 'piccolo difetto' di emettere fino a 14 volte i valori dichiarati di un gas cancerogeno. E sono ancora sulle nostre strade, senza che nessuno prenda provvedimenti".

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Nelle scorse settimane Greenpeace ha avviato una campagna per chiedere ai sindaci delle quattro città più colpite dai fumi dei diesel (Milano, Torino, Palermo e Roma) di impegnarsi per limitare progressivamente la circolazione nei loro centri urbani di questi veicoli altamente inquinanti, fino a prevederne, entro la fine del loro mandato, lo stop definitivo. L'organizzazione ambientalista ha inoltre messo a disposizione di tutti un kit di mobilitazione per costruire dal basso, in ogni città, una 'Rete No Diesel' e chiedere al sindaco misure progressive di bando del diesel.

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