Pochi investimenti nell'istruzione, gli studenti: "Continueremo a scendere in piazza"

Annunciano battaglia gli studenti pisani che oggi hanno esposto uno striscione per denunciare la situazione nelle scuole e nelle università italiane

Questa mattina, mercoledì 25 ottobre, anche a Pisa come in tutta Italia, gli studenti sono tornati a far sentire la propria voce dopo la manifestazione dello scorso 13 ottobre per dire no all'alternanza scuola-lavoro.

Ad essere invece messa sotto i riflettori con un flash mob promosso dall'UDU - Unione degli Universitari e dalla Rete degli Studenti Medi i carenti investimenti previsti dalla Legge di Bilancio nel mondo dell’istruzione. "Chiediamo al Governo di rinunciare alle misure spot e ai bonus per portare avanti una pratica efficace a misura di studente. Ancora una volta vediamo che il governo agisce soprattutto con interventi limitati come il Bonus Cultura di €500 per i neo maggiorenni, azione che percepiamo sempre come spot elettorale e come intervento assolutamente insufficiente e inefficace - affermano le due associazioni di studenti in una nota - l’accesso alla cultura non deve avere limitazioni di natura anagrafica ma deve essere garantito a tutte e tutti, e che si sia soprattutto rivelato un assoluto fallimento. Se il Governo vuole far credere infatti che la misura sia stata risolutiva in termini di accrescimento della cultura per i giovani del nostro Paese i dati parlano chiaro: 114 i milioni avanzati su una misura complessiva di 290, solo il 30% i giovani che hanno acquisito l’identità digitale per usufruire del bonus rispetto a tutti gli aventi diritto e pochissime realtà convenzionate, soprattutto nel sud e nelle isole".

“Per un’alternanza scuola lavoro davvero formativa - dichiara Matilde Collavini, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Pisa - sono necessari degli investimenti e la legge di bilancio non va in questa direzione. E’ impensabile che dopo che le studentesse e gli studenti hanno invaso le piazze di tutta Italia chiedendo investimenti maggiori e strutturali, oltre che un’alternanza scuola lavoro realmente formativa, il Governo non si degni di inserire all’interno della Legge di Bilancio misure ad hoc per finanziare ingentemente il diritto allo studio. Continueremo allora a scendere nelle piazze e organizzare gli studenti da Nord a Sud per far sì che le nostre rivendicazioni vengano ascoltate. Non possiamo più permetterci di aspettare”.

“In questi anni siamo stati abituati a misure spot, legate a una falsa logica di merito e finalizzate unicamente al consenso elettorale - afferma invece Sasha Grassini, coordinatore della base UDU di Pisa - vediamo il rischio che con l’avvicinarsi delle elezioni politiche questa tentazione sia ancora più forte. Per questo oggi siamo di nuovo in piazza per mettere al centro del dibattito le nostre rivendicazioni: investimenti nel diritto allo studio, nel Finanziamento ordinario del sistema universitario, nelle strutture e nella docenza. In questi anni le Università si sono svuotate e per invertire la rotta bisogna garantire le borse di studio, fermare il precariato che caratterizza il mondo accademico e assumere nuovi docenti. Solo così potremo superare il numero chiuso, una selezione all’accesso ingiustificata che blocca il futuro dei giovani”.

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