'Fortezze di confine': associazioni pisane e lucchesi insieme per salvare dal degrado i beni storici della Valdiserchio

La conferenza di presentazione venerdì 23 marzo scorso a Pisa. Presenti rappresentanti istituzionali da entrambi i territori, e il presidente del consiglio regionale Giani. E intanto la Rocca di Ripafratta fa il pieno di visitatori per le Giornate di primavera del FAI.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

È stato presentato venerdì scorso a Pisa, nel Palazzo del Consiglio dei dodici, il gruppo di associazioni che progetterà insieme iniziative e manifestazioni per far conoscere e difendere i beni storici del confine pisano-lucchese in Valdiserchio. “Fortezze di confine”, questo il nome del gruppo e del progetto, è stato battezzato dalle associazioni Gruppo Archeologico Vecchianese, Salviamo La Rocca di Ripafratta, “Il Castello” di Nozzano, Italia Nostra Pisa, alla presenza dell’assessore al territorio del Comune di Lucca, Gabriele Bove, dell’assessora alla cultura del Comune di San Giuliano Terme Luciana Cipriani e del Presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani. Le quattro realtà hanno presentato le varie fortificazioni medievali oggetto delle proposte di valorizzazione: la Rocca di Ripafratta e le sue torri, il Castello di Nozzano, le numerose torri presenti sul territorio (la Torre dell’Aquila, quella di Rosaiolo, la torre civica di Vecchiano, la torre campanaria di Ripafratta), Santa Maria in Castello a Vecchiano, i ruderi di Cotone, Castiglione e Castel Passerino. Le associazioni di Ripafratta, Nozzano e Vecchiano collaborano nei fatti già da anni: un “gemellaggio” che si è tradotto in iniziative comuni, incontri, partecipazioni a eventi, ma che adesso - con l’ulteriore aggiunta di Italia Nostra - diventa un percorso più formale e articolato. Le necessità dei vari beni storici sono diversi: se Ripafratta e le torri hanno urgente bisogno di consolidamento e di essere rese accessibili, Nozzano ha bisogno di una strategia di visibilità e di essere inserito in un circuito. “La creazione di un percorso comune porterà beneficio a tutti, al di là dei confini amministrativi”, hanno dichiarato i responsabili del progetto. A presentare il tutto, Lorenzo Magagnini, presidente G.A.V., Elda Carlotti, presidente associazione “Il Castello”, Francesco Noferi presidente Salviamo La Rocca, Ewa Karwacka e Gabriele Del Guerra, rispettivamente presidente e segretario di Italia Nostra Pisa. Il progetto prende il via da subito, con una prima conferenza sulla storia delle fortificazioni he si terrà a Vecchiano in sala consiliare il 31 marzo, promossa dal G.A.V. Nei prossimi mesi sono previste visite guidate, progetti di comunicazione, attività di divulgazione. Da subito coinvolto anche il CAI di Pisa, il cui presidente Alessio Piccioli e il responsabile sentieristica del Monte Pisano Andrea Del Sarto erano tra i relatori dell’iniziativa del 23 marzo, per presentare una proposta di itinerario che colleghi tutti i beni storici. “Un percorso che inizia oggi, che parte dal volontariato culturale delle due province e dei quattro comuni, ma che vuole coinvolgere da subito le istituzioni e il mondo dell’associazionismo” dicono i promotori. “Tra le proposte concrete, oltre alla creazione di un itinerario tematico come quello proposto dal CAI, anche la realizzazione di una pista ciclabile che colleghi Pisa alla Valdiserchio, da dove poi sarebbe possibile proseguire per Lucca grazie alla già esistente ciclovia Puccini. Un progetto fortemente promosso da Italia Nostra Pisa, che permetterebbe di creare un flusso di turismo sostenibile e moderno tra le due città e tra le città e i loro meravigliosi (e poco conosciuti) territori di confine”. Di grande spessore anche l’intervento del prof. Marco Giorgio Bevilacqua, docente presso il Dipartimento di Ingegneria dell'Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni dell’Università di Pisa, che ha mostrato casi simili in Italia e all’estero: sistemi di fortificazioni restaurati e messi in rete, grazie ai quali il territorio ha ricevuto nuova linfa vitale. Valga per tutto l’esempio della vicina Garfagnana. Nel contesto, si è parlato anche delle prospettive per il futuro della Rocca di Ripafratta, il “grande malato” del sistema medievale di confine. L’associazione Salviamo La Rocca ha annunciato che si sta studiando la costituzione di un comitato tra Comune, associazione e Università di Pisa (già legati da una convenzione di ricerca per la realizzazione di un progetto di recupero). Obiettivo è valutare le strade per il recupero della Rocca, inclusa quella proposta dall’associazione nel novembre scorso: la costituzione di un ente partecipato dai vari attori che possa farsi carico della proprietà del bene storico. Lo stesso presidente Giani, presente già lo scorso anno alla Festa della Rocca, ha affermato che “ adesso è il momento di occuparsi di Ripafratta, dopo essere riusciti a recuperare tante realtà simili in Toscana”. E proprio Ripafratta è stata “invasa” pacificamente da oltre 700 visitatori in meno di 8 ore, domenica 25 marzo, nell’ambito delle Giornate FAI di Primavera. “La Rocca è stata uno dei 4 beni inseriti dal FAI nel calendario delle giornate nell’ambito del territorio pisano. Un onore e un grande ritorno di immagine e di interesse” - dice Francesco Noferi, presidente di Salviamo La Rocca. “Un successo di proporzioni inattese, per il quale ringraziamo il FAI di Pisa e i volontari della nostra associazione che hanno fatto la spola per tutto il giorno tra il borgo e le mura esterne della Rocca. Adesso il circuito si allarghi anche ai nostri amici di Nozzano e Vecchiano”.

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