Bancarelle di Piazza Manin: irruzione dei ladri in 15 banchi nella notte

Ennesimo raid ai danni dei commercianti. Pochi gli oggetti trafugati, ma gli operatori sono al limite: "Chiederemo incontro a Questore, Prefetto e assessore alla sicurezza"

La chiamata alle 3 di notte: "Sono entrati nella tua bancarella". Lo scenario si è ripetuto stanotte, nelle prime ore del 10 settembre. I ladri hanno compiuto un nuov raid ai danni dei banchi di Piazza Manin, colpiti l'ultima volta nemmeno due settimane fa. Sono almeno una 15ina gli esercizi che hanno subìto la visita indesiderata, con i tristemente consueti tagli alle tende. "In diversi casi i ladri - racconta l'esercente Michele Puschi - hanno usato vecchie aperture... c'è chi prova addirittura a mettere delle barriere di legno per resistere, ma ormai diversi banchi cascano a pezzi. Non ce la facciamo più, come Commissione di Mercato chiederemo un incontro a Prefetto, Questore e assessore alla sicurezza: ci sentiamo dimenticati".

Sono stati rubati pochi oggetti e, dove presenti, gli spiccioli del fondo cassa. "Sembra più uno spregio ormai che un vero furto" aggiunge Puschi, che insiste: "L'ultimo incontro con l'amministrazione è di mesi fa... capisco che il sindaco debba pensare ai tanti problemi di Pisa, ma la nostra situazione va avanti da anni ed è sotto gli occhi di tutti, che figura fa la città? E' un problema generale, di tutta la zona: dopo le 19 qua c'è buio e nessun presidio, ma anche di giorno ci sono i venditori abusivi liberi di fare quello che vogliono in Piazza Duomo. Tanti tour operator non fanno passare i gruppi da via Cammeo perché hanno paura che i turisti vengano presi d'assalto dai borseggiatori".

Il presidente della Commissione di mercato del Duomo Gianmarco Boni parla della "ennesima dimostrazione di come Piazza Manin sia terra di nessuno e di come i nostri disperati appelli cadano nel vuoto. Questa volta, per fortuna, i Carabinieri sono intervenuti con tempestività fermando due persone. Questi continui furti quasi settimanali producono continui danneggiamenti alle nostre strutture che ormai versano in condizioni disperate dopo gli anni di permanenza in piazza Manin, rispetto al poco tempo previsto al momento della loro collocazione. Diamo atto alle forze dell'ordine di un intervento tempestivo questa volta. Resta però il fatto che i ladri puntano deciso su Piazza Manin perché si sentono più tranquilli rispetto ad altre zone della città. Da qui la necessità urgente di interventi che diano sicurezza all'area e soprattutto tranquillità alle nostre famiglie".

"Anche fermare i responsabili non serve - dice Puschi - 4 o 5 mesi fa un uomo che era entrato nel mio banco fu arrestato e processato il giorno dopo per direttissima, ma nonostante avesse in tasca spiccioli e trincetto non c'erano prove che fosse stato lui e fu liberato. Come è poi successo la volta scorsa a fine agosto. Si tratta di prevenire, di intervenire in via generale e importante sul degrado in cui viviamo e lavoriamo. Lavoriamo poco, ormai". "Crediamo - conclude il presidente della Commissione Duomo - che occorra una forte opera di prevenzione. Poi c'è l'annosa questione dell'impunità di questi balordi che, forse, anche in questo caso dopo poche ore dall'arresto saranno rilasciati e pronti a nuovi furti".

Anche Confesercenti Toscana Nord esprime solidarietà agli ambulanti di Piazza Manin, chiedendo però un ulteriore sforzo da parte di amministrazione comunale e forze dell'ordine. "In questo caso i delinquenti sono stati arrestati - dichiara il presidente area pisana Luigi Micheletti - ma purtroppo dopo la loro scorribanda che ha causato nuovi ed ingenti danni a strutture sempre più mal ridotte. Chiediamo un incontro urgente al prefetto e all'assessore Bonanno per fare il punto della situazione. In questi mesi la situazione non è cambiata soprattutto per quanto riguarda la prevenzione. Sarebbe opportuno che nel piano di sicurezza che l'amministrazione comunale sta prevedendo per il centro storico anche con l'ausilio delle guardie private, fosse inserita anche l'area del Duomo. Tutto questo nell'attesa di avere risposte dal Comune sulla collocazione temporanea prima e definita poi di queste attività. I fatti dell'altra notte confermano come sia ormai impossibile pensare di rimanere ancora in queste condizioni in Piazza Manin".

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