Gli rubano il cruscotto dell'Audi: denuncia e... è successo anche al vicino di casa

I furti sono avvenuti nella notte fra domenica 27 e lunedì 28 gennaio in via Pardi a Cisanello

Due cruscotti di Audi rubati da auto parcheggiate sotto casa, in aree interne. Un raid mirato, a colpo sicuro, fatto da 'gente del mestiere'. Oltre al danno a preoccupare chi ci racconta l'accaduto, che preferisce restare anonimo, è la conoscenza dei ladri del quartiere e, forse, dei proprietari di auto. 

Siamo a Cisanello, in via Pardi. Il raid è avvenuto nella notte fra domenica 27 e lunedì 28 gennaio. "Ieri mattina sono uscito di casa per andare a lavorare - racconta la vittima del furto - ed ho trovato il vetro posteriore rotto. E' la terza volta in tre anni che mi succede, due volte in via Pardi, una volta su Lungarno Guadalongo. Guardo dentro e vedo che il computer di bordo, la console con cui si controlla praticamente tutto, è stato sradicato e portato via". 

La cronaca della giornata riserva all'abitante un'altra sorpresa: "Sono andato in Caserma a denunciare l'accaduto. Durante l'attesa ho sentito un signore che all'ingresso, esponendo la sua segnalazione, aveva subìto un furto simile. Anzi: a lui avevano rubato proprio tutto il cruscotto, contachilometri compreso, sempre di un'Audi simile alla mia. E questo era successo in via Pardi. Abbiamo scoperto di essere vicini di casa, il suo palazzo è quello dirimpettaio al mio". L'elemento inquietante è che "la mia auto era parcheggiata in un cortile interno, sotto una finestra di casa. La sua era ancora più nascosta, era ferma davanti il garage praticamente sul retro. Per accedervi dovevi proprio conoscere la zona residenziale".

La preoccupazione è quindi quella di essere 'sorvegliati', presi di mira da professionisti del furto. E c'è un ulteriore dettaglio: "Quando ho portato l'auto in officina mi hanno detto che, oltre a rubare per poi vendere le parti al mercato nero dei ricambi per marche Audi e Bmw, i chip contenuti nei computer vengono utilizzati per clonare bancomat e carte di credito". Facendo un giro online si trovano cronache che trattano l'argomento, pare infatti che la capacità di memoria di questo tipo di schede e processori, sempre più avanzati, permetta il loro uso in strumentazioni poi usate per quel genere di truffe.

"Vorrei quindi segnalare questo problema - ha concluso il residente di via Pardi derubato - sperando che le forze dell'ordine possano sia essere pronte per questi reati, che magari avere più pattuglie presenti nel quartiere".

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