Geotermia cancellata dalle rinnovabili, Rossi: "E' un attacco alla Toscana, il governo ci convochi"

Amareggiato il governatore che fa il punto sulla produzione geotermica nella regione e attacca il decreto sugli incentivi alle rinnovabili nel quale "una manina ha cancellato la geotermia"

"Chiediamo di essere convocati dal governo domani perché venga modificato subito il decreto che ha cancellato la geotermia dalle energie rinnovabili. Se non sarà fatto, ci mobiliteremo unitariamente. Ci mobiliteremo contro un attacco del governo del cambiamento in peggio, che ha deciso di deindustrializzare un intero territorio per un pugno di voti". L'appello è stato lanciato dal presidente della Toscana, Enrico Rossi, arrivato questa mattina, 9 novembre, insieme all'assessore regionale Federica Fratoni, a Larderello, nel comune di Pomarance, il cuore dell'area della geotermia tradizionale, per chiedere la mobilitazione del territorio e di tutti i parlamentari toscani.
Rossi ha chiesto che la Regione Toscana sia convocata in tempi brevissimi a Roma. Al tempo stesso ha chiesto che nel decreto sugli incentivi alle rinnovabili sia reinserita subito la geotermia che "una manina - ha detto Rossi - con un tratto di penna ha cancellato mettendo su un binario morto 17 comuni dell'area geotermica dove questa risorsa dà lavoro a oltre 3000 persone". "Contro le direttive di Kyoto e contro le direttive europee, per questo governo la geotermia non è rinnovabile, come i vaccini fanno male. Non abbiamo tempo da perdere - ha detto Rossi - prima che vada in Consiglio dei ministri, questo decreto deve essere cambiato".

Rossi è passato a illustrare il lavoro fatto durante le ultime due legislature, sottolineando come questo decreto faccia saltare tutti i progetti che la Regione ha costruito nel tempo, "con una legge e un protocollo di intesa con Enel pronto con il quale si va a ridurre fino al 98 per cento delle emissioni di polvere e andiamo a catturare la CO2 che emette l'energia geotermica e che adesso importiamo dalla Romania". "Quando viene catturata - ha spiegato il presidente della Toscana - la CO2 ha molti utilizzi, non ultimo nei processi del settore alimentare. Abbiamo molte idee che possiamo raccontare al governo per sviluppare qua, in Toscana, l'economia circolare prevista dai regolamenti europei".

"Per questo motivo vogliamo chiedere la tutela di questa risorsa e la sua valorizzazione riconoscendo incentivi al pari delle altre rinnovabili, affinché si possa garantire la sostenibilità degli investimenti e consentire alla Toscana di regolarne lo sviluppo in termini di tutela ambientale e di valorizzazione di territori che da sempre convivono con questa fonte. Sentiamo questa cancellazione - ha concluso Rossi - come una dichiarazione di guerra al territorio e alla Toscana e non lo possiamo accettare".

Che cos'è la geotermia

La geotermia è una fonte energetica rinnovabile disciplinata dalla normativa sulle miniere e da una legge specifica (il decreto legislativo 22/2010). Il calore della terra esiste ovunque ma è in Toscana, in origine nell'area di Larderello e poi anche in altre parti, per un totale di 17 Comuni suddivisi tra le province di Pisa, Siena e Grosseto, che le temperature raggiungono gradazioni tali da consentire la produzione di energia elettrica. Quando parliamo di produzione geotermoelettrica italiana, parliamo in realtà, quindi, di quella Toscana con più di 30 centrali per una potenza installata di quasi 900 megaWatt.
Pur essendo una energia rinnovabile al pari dell'eolico e del fotovoltaico, il vantaggio della geotermia è quello di assicurare una produzione costante ed altamente efficace in quanto il calore può essere coltivato per tutte le ore dell'anno (tecnicamente si parla di 8000 ore l'anno), mentre, per fare un esempio, l'eolico non arriva a 2000 ore l'anno ed il fotovoltaico a 1500 ore l'anno. Quindi la geotermia è un'energia rinnovabile che assicura la stessa capacità di produzione di energia elettrica del petrolio e del gas metano.

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