Incendio del Serra, il governatore Rossi: "Il volontariato risorsa insostituibile"

Il presidente della Regione interviene commentando i recenti sviluppi nelle indagini: "La Magistratura continui il suo importante lavoro per fare piena luce sulle responsabilità"

Il presidente Rossi sul Monte Serra insieme ai sindaco di Calci, Ghimenti, e Vicopisano, Taglioli

"Ringrazio la Magistratura, le forze dell'ordine e tutti coloro che collaborano all'inchiesta sul rogo di Calci. E' un lavoro davvero importante che mi auguro consenta di fare piena luce sulle responsabilità di chi ha causato un danno enorme al territorio e alle sue comunità". Il presidente della Regione Enrico Rossi commenta le novità emerse nelle indagini sull'incendio che nel settembre scorso ha devastato i boschi e gli oliveti dei Monti pisani.

"Sconcerta il fermo di un volontario - dice il governatore - ma voglio ribadire il ruolo fondamentale del Coordinamento Volontariato Toscano e quanto il mondo dei volontariato, uomini e donne che offrono tempo, impegno e passione senza ricavarne alcun beneficio economico, rappresenti una componente fondamentale dell'organizzazione regionale antincendi boschivi, che nel tempo ha acquisito grande professionalità anche attraverso la formazione acquisita presso il Centro regionale di addestramento di Monticiano, nel senese, una struttura unica in Italia, efficiente e direi esemplare".

Presunto piromane del Serra, Ghimenti: "Se fosse lui farebbe doppiamente male"

"Gli elementi portati alla luce dagli inquirenti - prosegue Rossi - ci mettono a confronto, molto probabilmente, con una realtà del tutto particolare: quella della piromania, un disturbo del controllo degli impulsi in cui una persona non riesce a resistere alla necessità improvvisa e irrefrenabile di avviare deliberatamente fuochi, con l'obiettivo di alleviare proprie tensioni e ansie o per raggiungere una sua gratificazione immediata".

Rossi dice di aver affrontato l'argomento insieme al professor Andrea Fagiolini, dell'Università di Siena. "I piromani, mi ha chiarito, sono attratti e si fissano spesso su istituzioni come i vigili del fuoco, sono consapevoli dell'antisocialità del loro comportamento, ma non riescono a resistere e cercano dunque di nasconderlo. Questo rende estremamente difficile, se non impossibile, individuarli prima che abbiano compiuto atti illegali. E' un comportamento diverso da quello di chi appicca dolosamente incendi per ricavarne un qualche vantaggio personale (assunzioni, finanziamenti per le attività di rimboschimento, anche fama individuale nelle attività di spegnimento)".

"Tutto questo - conclude Rossi - non esclude il nostro impegno a investire tutte le risorse disponibili per rendere più difficile possibile il verificarsi di questi episodi, anche attraverso il potenziamento dell'educazione nelle comunità su malattie come la piromania, al fine di aiutare le famiglie a indirizzare coloro che dessero segnali di questa malattia ai servizi sanitari e psicologici più adeguati alle loro cure".

La storia del volontariato antincendi boschivi

Fin dal 1983 la Giunta regionale ha attivato accordi con il volontariato per la prevenzione e lo spegnimento degli incendi boschivi. Con il passare degli anni il numero di associazioni che si sono sensibilizzate al problema degli incendi è notevolmente aumentato. Oltre al rapporto diretto con la Regione Toscana, le associazioni ne hanno attivati altri con gli enti locali, tanto da contribuire significativamente alla copertura del territorio regionale. La presenza delle sezioni del volontariato sul territorio regionale è particolarmente concentrata nelle province più antropizzate (Firenze e Pisa soprattutto) ed è comunque significativa anche nelle aree rurali della regione (Siena e Grosseto).

La stipula di specifiche convenzioni con le associazioni ha permesso di regolamentare in modo corretto il rapporto con il volontariato. Si è giunti così a definire: un'assunzione di responsabilità da parte dei presidenti delle associazioni nell'utilizzo di personale idoneo; l'erogazione di contributi alle associazioni e non ai singoli soci, nessun volontario riceve quindi compensi per la sua attività; l'articolazione delle sezioni su base comunale.

Le maggiori associazioni toscane hanno costituito, nel 2002, il Coordinamento del volontariato toscano (Cvt) riunendo tutte le associazioni sotto un'unica sigla con l'obbiettivo di ottimizzare l'apporto fornito dal volontariato all'attività antincendi boschivi. La convenzione con il Cvt comprende 12 associazioni (tra cui Anpas, La Racchetta, Vab e Misericordia) strutturate in 144 sezioni, con 4000 soci e 530 mezzi allestiti per l'antincendio boschivo (pick up e autobotti). Attualmente la Regione Toscana ha specifiche convenzioni annuali con il Cvt e con la Croce Rossa Italiana. Quest'ultima comprende 10 sezioni con circa 200 soci e 20 mezzi allestiti per l'antincendio boschivo (pick up e autobotti). L'impegno economico del contributo regionale nel 2018 è pari a 975mila euro per il Cvt e 70mila euro per la Croce Rossa.
 

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