Medici veterinari pubblici della Toscana in stato di agitazione

"Non si può continuare a distruggere il sistema di garanzie sanitarie di controllo su alimenti, animali e randagismo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

La Segreteria del Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica FVM-SIVeMP Toscana, sigla di maggiore rappresentanza dei medici veterinari pubblici delle ASL Toscane, con proprio comunicato ha reso note all'Assessore Regionale ed ai gruppi politici presenti nella Assemblea Consiliare della Regione Toscana, le gravi difficoltà in cui operano i dirigenti Medici Veterinari pubblici e precari del Servizio Sanitario Toscano.

La Toscana, inserita in un quadro economico di grande competizione produttiva, impone alle proprie imprese ed ai relativi servizi di controllo, elevati standard professionali, indispensabili per garantire con rapidità di risposta il costante allineamento agli standard sanitari richiesti dall'attuale legislazione europea.

Ciò contrasta con la continua e strategicamente ingiustificata riduzione degli organici e della qualificazione professionale dei Veterinari del Sistema Sanitario Nazionale, quotidianamente coinvolti, a livello regionale e territoriale, nei processi di ispezione e controllo della filiera agro-alimentare.

La Regione Toscana, territorio di elevato stato sociale ed etico, vocato al turismo ed all'industria alimentare di qualità, caratterizzato da produzione, trasformazione e commercio di alimenti tipici derivati da una peculiare zootecnia estensiva, esige un impeccabile livello di sicurezza in tutti i campi della prevenzione territoriale, nel settore dell'allevamento zootecnico come in quello alimentare e di trasformazione dei prodotti, nel settore del benessere animale come in quello di tutela degli animali d'affezione e di prevenzione del randagismo.

Al contrario le miopi scelte strategiche percorse negli ultimi anni, prive di lungimiranza, adottate in funzione esclusiva di apparenti risparmi a breve termine o peggio ancora di logiche personalistiche, hanno coinvolto dapprima le organizzazioni veterinarie a livello regionale ed a cascata, i servizi territoriali che da queste sono coordinati, riducendone drasticamente il peso funzionale ed il livello di efficienza.

Per i Medici Veterinari Pubblici rimane dunque inaccettabile continuare a riconoscere nella riduzione dei propri quadri dirigenziali e nell'abbattimento dei livelli professionali, l'unica strategia percorribile in funzione del contenimento dei costi e della razionalizzazione della spesa regionale, senza lettura alcuna delle ricadute che tale scelta comporta sul processo di mantenimento degli standards nazionali ed europei, a livello di servizi, professionalità e qualificazione professionale.

L'immediata conseguenza di questa irresponsabile scelta, si concretizza di fatto in una riduzione di competenze professionali nel territorio, in un significativo calo dei livelli di sicurezza lavorativa, in una ridotta collaborazione fra operatori del SST, imprese produttive, associazioni di categoria e consulenti: in conclusione in una progressiva "dequalificazione del tessuto organizzativo e logistico del Settore della prevenzione regionale, senza alcuna contestualizzazione organizzativa in termini di efficienza ed efficacia, avulsa da qualsiasi contesto di equità e appropriatezza.

Per questi motivi, a sostegno della richiesta di applicazione del riordino dei Dipartimenti della Prevenzione nel rispetto di quanto previsto dal D. Lgs 502/92 come modificato dalla L. 189/2012 (cosiddetto decreto Balduzzi), FVM Toscana ha attivato lo stato di agitazione, confermando la propria disponibilità a definire insieme alla Regione un nuovo progetto di reale riqualificazione della performance organizzativa e funzionale del nostro complesso sistema sanitario.

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