Il WWF Toscana plaude al gesto dei due cacciatori livornesi e condanna la pratica dei bocconi avvelenati

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

E' importante mettere in rilievo e elogiare il gesto dei due cacciatori livornesi che nei giorni scorsi hanno rinvenuto un lupo in difficoltà ed immediatamente allertato il Corpo Forestale dello Stato.

Speriamo vivamente che anche le associazioni venatorie si uniscano al plauso verso il gesto dei due cacciatori.

Purtroppo però è necessario anche mettere in evidenza come questo comportamento estremamente virtuoso contrasti con quello altamente incivile dall'uso dei bocconi avvelenati per combattere i così detti animali "nocivi". Il lupo in difficoltà infatti era stato probabilmente avvelenato. La pratica dell'uso dei bocconi avvelenati è infatti estremamente diffusa in Toscana. I dati mettono in evidenza come la motivazione più importante sia il fatto che i predatori sottraggono prede ai cacciatori in generale, ma soprattutto laddove si effettuano ripopolamenti a fini venatori, come nelle Zone di Ripopolamento e Cattura, o vi sono attività economiche legate alla caccia,come nelle Aziende Faunistico Venatorie

I casi di avvelenamento avvengono infatti per lo più in prossimità di tali aree. Oggi i metodi di avvelenamento sono cambiati radicalmente; una volta si usavano veleni micidiali ma di difficile reperibilità come la stricnina; oggi invece si usano spesso sostanze tossiche di piu' facile reperibilità ma meno efficienti nell'uccidere. Gli animali avvelenati vanno incontro quindi a lunghi periodi di sofferenza, ma se soccorsi in tempo, come il lupo di Livorno, hanno qualche possibilità di salvarsi.

Per il lupo inoltre la situazione è davvero molto difficile perché, oltre al ben noto conflitto con la zootecnia, ne esiste un altro, spesso sottaciuto, che è il conflitto con i cacciatori di cinghiali che vedono nel lupo un competitore diretto che provoca una diminuzione degli animali abbattuti nelle battute di caccia. Infatti molte ricerche hanno dimostrato che la presenza del lupo altera profondamente il comportamento delle sue prede e ne riduce la produttività. La presenza del lupo garantisce un equilibrio nell'intero ecosistema ed è quanto mai necessaria in boschi ormai saturi di ungulati che si riversano nelle coltivazioni provocando ingenti danni a carico della collettività. Proteggere il lupo e, i grandi predatori in genere, vuol dire proteggere tutto l'ecosistema. Oggi invece la maggior parte degli ecosistemi della nostra regione risultano decapitati dei loro predatori apicali e stanno andando incontro a processi degenerativi i cui effetti sul lungo termine non sono prevedibili ma che potrebbero avere serie conseguenze sulla biodiversità.

Solo la conoscenza ci può salvare dalla distruzione della natura, ma la conoscenza deve essere diffusa tra tutti le categorie (portatrici di interessi) che operano a stretto contatto con l'ambiente. La conservazione è una disciplina molto complessa. Quello che è dimostrato è che senza un dialogo tra i "portatori di interessi" la conservazione non può progredire. Non è più accettabile che le istituzioni favoriscano in modo clientelare i gruppi più numerosi o più forti economicamente, il dialogo e il vero (non sbandierato) coinvolgimento di tutte le categorie è l'unica strada per la conservazione.

Ben vengano quindi questi gesti che debbono farci riflettere ed insegnarci a vivere insieme, e insieme a tutti gli animali (predatori inclusi!), in un unico preziosissimo ambiente.

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