Incendi Monti Pisani, arrestato un minorenne: decisive intercettazioni e telecamere nascoste

Il giovane si trova ora agli arresti domiciliari in attesa delle decisioni del Gip: rischia dai 4 ai 10 anni di carcere. E' accusato di 9 incendi che hanno distrutto 44 ettari di bosco e sono costati alla collettività oltre un milione di euro

Il fuoco era diventato un'ossessione quasi maniacale, tanto che sceglieva gli orari per appiccare le fiamme nei boschi, seguendo uno schema preciso e selezionando i luoghi prescelti, dove arrivava a piedi o con uno scooter. Un 'gioco' che è costato caro ad un ragazzino minorenne residente nel capannorese e arrestato ieri, 17 agosto, sui Monti Pisani con l'accusa di incendio doloso dopo settimane di indagini. Il reato è punibile con il carcere da 4 a 10 anni.

Per il giovanissimo è stato disposto l’affidamento in custodia domiciliare presso l’abitazione familiare, come disposto dalla Procura dei minori di Firenze. E' sotto la stretta sorveglianza dei genitori e non potrà uscire di casa, fino alle decisioni del giudice per le indagini preliminari.

I ROGHI. Il giovane è accusato di aver appiccato 9 incendi, divampati nella zona del Compitese e dei Monti Pisani tra giugno e i primi giorni di agosto, roghi che hanno distrutto in totale 44 ettari di bosco. Nelle operazioni di spegnimento è stato necessario l'impegno di 172 volontari Aib che hanno operato per più di 1400 ore, ma anche l'utilizzo degli elicotteri per un totale di 29 ore e 6 ore di Canadair. Il tutto ha avuto un costo per la collettività molto alto, che può essere stimato in oltre un milione di euro.

LA INDAGINI. La Forestale ha istituito un gruppo di indagine specifico al quale è stato assegnato anche personale specializzato in questo tipo di reato (appartenente al Nucleo Investigativo Antincendi Boschivi) proveniente da fuori provincia e che aveva come compito esclusivo la sorveglianza, il monitoraggio e l’analisi di questa particolare situazione. Grazie a questa attività si è progressivamente ristretto il numero dei sospettati fino a ridursi a poche unità sulle quali si è concentrata l’attività di controllo.

Un’ulteriore svolta si è avuta poi quando la Procura ha autorizzato le intercettazioni e il tracciamento telefonico, attività che si è affiancata al controllo del territorio tramite telecamere, già in atto da tempo. Le attenzioni con il passare delle settimane si erano infatti concentrate proprio sul ragazzo, che appariva sempre nei pressi dei roghi appena esplosi. O perché visto da testimoni o perché individuato in quei posti dagli accertamenti che gli investigatori hanno svolto sulle utenze telefoniche, tracciando gli spostamenti e i contatti del ragazzino.

Grazie a tutte queste informazioni ieri, uno dei momenti considerati dagli investigatori come ad 'alto rischio', gli è stata tesa una trappola. Gli uomini del nucleo antincendi boschivi sono andati a colpo sicuro, tendendo una trappola al piromane e bloccandolo mentre usciva dal bosco dopo aver appiccato l'ennesimo incendio.

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