Migrante morto nel rogo in Calabria: il 29enne era stato spacciatore a Pisa

Era tra le 27 persone rimaste coinvolte nell'operazione 'Cavalieri 2018' che aveva portato all'arresto di 23 persone, con altre 4 che erano scappate prima che scattassero le manette

L'incendio divampato nella baraccopoli di San Ferdinando, 16 febbraio 2019. Una persona è morta. ANSA

Aveva vissuto a Pisa per diverso tempo Moussa Ba il senegalese di 29 anni che ha perso al vita nel rogo che si è sviluppato nella notte tra il 15 e il 16 febbraio nella tendopoli di San Ferdinando (Gioia Tauro). E, sempre a Pisa, era rimasto implicato nell'operazione antidroga 'Cavalieri 2018' che aveva portato all'arresto di 23 spacciatori (poi quasi tutti rilasciati).

Nel corso dell'operazione altri 4 pusher erano invece riusciti a fuggire e a fare perdere le proprie tracce prima dell'arresto. Tra questi c'era anche il 29enne senegalese che era poi stato rintracciato e arrestato da personale del commissariato di Gioia Tauro, il 31 dicembre 2018, su delega della squadra mobile di Pisa. Uscito dal carcere il 16 gennaio, Ba era ritornato nella baraccopoli. A Pisa non poteva farsi vedere, pena l'arresto.

Moussa Ba aveva ottenuto la concessione della protezione umanitaria dalla commissione territoriale di Trapani nel 2015. Il 29enne non aveva presentato i documenti per rinnovare il permesso di soggiorno scaduto nel marzo del 2018.

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