Incendio del Serra, il governatore Rossi: "Il monte tornerà ad essere quello di prima"

Il presidente della Regione spiega quali saranno i prossimi passi da compiere e traccia un primo bilancio: "Danni ambientali importanti, ma se non ci sono morti è perché abbiamo dimostrato una grande capacità di intervento"

Il presidente Enrico Rossi insieme al sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti (foto dalla pagina Facebook di Massimiliano Ghimenti)

"Vogliamo che il Serra torni ad essere quello di prima, anzi più bello". E' quanto affermato questa mattina, giovedì 27 settembre, dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, da noi 'intercettato' al telefono poco prima di prendere un elicottero in direzione Caprona. "Sono in contatto - ha detto Rossi - con i primi cittadini dei Comuni colpiti dall'incendio. In questi giorni verrà fatta la conta dei danni per chiedere lo stato di emergenza nazionale (per le aree private e pubbliche ma non agricole) e lo stato di calamità (per le aree agricole). Poi martedì incontrerò i sindaci a Firenze, insieme ai nostri tecnici. Intanto già da oggi sul sito della Regione saranno disponibili i moduli per richiedere il risarcimento dei danni subiti dalle attività agricole".

Per far sì che il Serra torni ad essere quello di prima serviranno però almeno 10/15 anni. "Elaboreremo - spiega Rossi - un piano che dovrà essere almeno decennale e che potrà essere progettato dai tecnici delle squadre antincendio regionali. L'aspetto prevalente di questo piano sarà quello manutentivo: il bosco infatti ricresce da sè spontaneamente. Il nostro compito sarà però quello di fare selezione tra le specie che ricresceranno, in modo da renderle compatibili con l’ecosistema in cui si trovano. Se serviranno delle piantumazioni, comunque, le faremo. Elemento centrale del piano potrà essere anche la la cosiddetta 'comunità di bosco', prevista dalla legge regionale del 2017: una sorta di associazione tra tutti i proprietari di terreni boschivi che si mettono insieme per mantenere e valorizzare il bosco e la sua economia. Sarebbe la prima volta che si sperimenta una cosa del genere".

Rossi spiega quindi quali saranno i primi passi da compiere. "Dovranno prima di tutto essere tagliati e rimossi gli alberi bruciati e rimasti in piedi, così come il sottobosco andato a fuoco ma non incenerito. L’area boschiva dovrà poi essere sistemata anche da un punto di vista idrogeologico, con griglie di contenimento, fossi e canali in modo da indirizzare e contenere l'acqua e la cenere, evitando quindi che queste franino a valle. Ieri ho poi firmato il decreto per istituire il divieto di caccia in tutte le zone percorse dal fuoco e in quelle limitrofe, dove gli animali hanno trovato riparo dagli incendi".

Il presidente della Regione fa quindi un bilancio di questi tragici giorni. "Ci sono stati danni ambientali importanti - afferma Rossi - ma la Protezione Civile Regionale, che ha coordinato e diretto tutte le operazioni, ha dimostrato una grande capacità di intervento. Per questo - conclude il governatore - non ci sono stati morti".

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