Incendio del Serra, interrogazione in Parlamento: no alla calamità naturale, si valutano altre misure di sostegno

Ad una interrogazione dei deputati Gadda (Pd) e Gagnarli (M5S) il Ministero dell'Agricoltura risponde che gli incendi non rientrano fra le ipotesi che consentono l'attivazione delle procedure. Indica poi altri modi per avere compensazioni

Non sembrano esserci i margini legislativi per attivare lo stato di calamità naturale nazionale per l'incendio sul Monte Serra, che ha distrutto quasi 1400 ettari di bosco. E' quanto emerge dal carteggio intercorso fra i deputati pisani ed il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, pubblicato ieri 3 ottobre. Si parla però di "attivazione in via del tutto eccezionale degli interventi compensativi a ristoro della produzione perduta".

A promuovere l'interrogazione a risposta scritta presso la XIII° Commissione Agricoltura sono stati Maria Chiara Gadda (Pd) e Chiara Gagnarli (M5S); figurano poi come firmatari Susanna Cenni e Lucia Ciampi (Pd). Nella richiesta si chiedeva "se, e con quali iniziative, il Ministro interrogato intenda intervenire affinché sia assicurato in tempi certi il necessario sostegno alle aree agricole devastate dagli incendi boschivi".

"Abbiamo sempre ritenuto prioritario, anche a livello europeo - si legge nella risposta del Ministro Centinaio - adottare iniziative a sostegno delle imprese agricole danneggiate da incidenti ambientali. Stiamo seguendo con il massimo impegno il caso dell'incendio che si è sviluppato nei territori evidenziati dagli Onorevoli interroganti, infatti la tempestiva presenza del Ministro Gian Marco Centinaio nelle aree colpite, ha voluto sinceramente testimoniare non solo l'attenzione per la gravità di quanto è accaduto ma soprattutto la vicinanza e la solidarietà alle comunità gravate da questo evento".

Sul tema calamità naturale nazionale: "Al riguardo, rilevo che la vigente normativa del Fondo di solidarietà nazionale non consente l'attivazione degli aiuti alle imprese agricole coinvolte da sinistri come quello cui si fa riferimento negli atti di sindacato ispettivo, in quanto gli interventi compensativi del suddetto Fondo, disciplinato dal decreto legislativo n. 102 del 2004, possono essere attivati solo nel caso di danni conseguenti ad avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali, fattispecie a cui non appartengono gli incendi". 

"Tuttavia - apre il Ministero - consapevole dei danni arrecati, dell'elevato numero di aziende e persone interessate, è intenzione di questo Governo valutare la possibilità di consentire l'attivazione in via del tutto eccezionale degli interventi compensativi a ristoro della produzione perduta, nei limiti e alle condizioni stabilite dalla corrispondente normativa europea in materia di aiuti di stato in agricoltura". 

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La risposta indica poi anche un'altra strada per la ripartenza economica, demandata alla Regione: "Quanto alla ricostituzione del potenziale produttivo definitivamente compromesso a causa dell'incendio, la Regione Toscana, attraverso il proprio programma di sviluppo rurale, potrà attivare la specifica misura (misura 5.2) riguardante il sostegno agli investimenti per il recupero del potenziale produttivo danneggiato a seguito di 'eventi catastrofici' e concedere agli agricoltori danneggiati un contributo fino al 100 per cento del costo sostenuto".

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