Monte Serra, strage di animali: Ambrada, la cavalla salvata dalle fiamme

Una ragazza di Capannoli ha fatto da 'intermediaria' tra chi aveva necessità di 'sfollare' un animale e chi, invece, aveva dato disponibilità ad ospitarli

Ambrada, la cavalla salvata

Centinaia di sfollati, 1400 ettari di bosco andati in fumo e un danno ambientale, oltre a quello economico, ancora difficile da valutare pienamente. L'incendio che nei giorni scorsi ha devastato il Monte Serra non ha fatto sconti. Una tragedia che ha colpito anche diverse famiglie del territorio, alcune delle quali hanno perso tutto, casa compresa, nel rogo. Ma c'è anche un altro dramma che 'fa meno rumore': la morte di decine di animali arsi vivi dalle fiamme. Una strage 'silenziosa' nella quale hanno perso la vita cavalli, pecore, asini, cinghiali. Alcuni di questi sono però stati salvati grazie all'iniziativa di privati che hanno messo a disposizione i loro maneggi e i loro spazi per ospitare gli animali scappati da quell'inferno.

Chiara Bini, istruttrice cinofila 31enne di Capannoli, ne ha 'messi in salvo' più di 50 (30 pecore, 9 capre, 7 cavalli, 4 pony e 4 asini). Tutto grazie ad un post pubblicato su Facebook pochi minuti dopo l'inizio dell'incendio. "Intorno alle 22.30 di lunedì - racconta Chiara - mi ha chiamato mia sorella che vive a Calci raccontandomi quello che stava accadendo. Essendo volontaria nella Croce Rossa so bene che in queste situazioni si pensa subito a mettere in salvo le persone, ma nessuno pensa agli animali. Così ho scritto un post su Facebook e sono stata contatta da tantissime persone che cercavano o offrivano aiuto. Mi ha perfino chiamato una persona che si trovava in vacanza in Norvegia e mi ha offerto la sua proprietà per ospitare gli animali in fuga".

Il ruolo di Chiara è stato quello di fare da 'intermediaria' tra chi aveva necessità di 'sfollare' un animale e chi, invece, aveva dato disponibilità ad ospitarlo. "Ho un maneggio - prosegue Chiara - ma personalmente non ne ho ospitati nessuno. Ho però un carrello per cavalli grazie al quale siamo riusciti a trasportare gli animali in pericolo a chi aveva dato la sua disponibilità ad ospitarli nelle zone limitrofe". 

Tra coloro che hanno chiesto aiuto a Chiara c'è anche Martina Lascar, 29enne di Molina di Quosa. "Ho una cavalla di 22 anni - spiega Martina - che si chiama Ambrada. E' con me da 7 anni e la considero una compagna di vita. Fino a lunedì era ospitata da una signora di Calci, Letizia, nel suo uliveto che si trovavava nella zona di Collerosso. Quando sono divampate le fiamme mi ha subito avvertito dicendomi che stava bruciando tutto. Con mio padre ci siamo subito mossi per andare a salvare l'animale".

"Durante il percorso che va da Molina di Quosa a Calci - prosegue Martina - ho pensato al peggio. Nel frattempo mi ha chiamato un mio amico, Andrea, che ha anche lui dei cavalli a Calci, in località Tre Colli, in un'area non colpita dalle fiamme, dicendomi che stava dirigendosi verso Collerosso per vedere come stesse Ambrada. Quando sono arrivata lui mi aveva preceduto di pochi minuti: è stata una fortuna perchè in questo modo è riuscito a mettere in salvo l'animale. Giunto sul posto l'ha trovata immobilizzata e spaventata in un angolo non ancora raggiunto dalle fiamme ed è riuscito a farla uscire. Senza di lui sarebbe forse finita diversamente. L'uliveto è poi andato completamente distrutto".

Martina, quella stessa sera, ha portato la sua cavalla in un altro uliveto, quello del suo amico Andrea. "Abbiamo passato lì la notte insieme agli animali" racconta ancora Martina. Martina si è poi rivolta a Chiara per chiedere un posto in cui ospitare Ambrada. "Chiara è stata disponibilissima alla fine però la distanza tra Molina di Quosa e la zona di Capannoli, dove avrebbe dovuto essere ospitata la cavalla, è abbastanza significativa. Abbiamo quindi deciso di tenerla ancora qualche giorno dal mio amico Andrea, prima di trasferirla a Mezzana da una ragazza che si è resa disponibile a 'farsi carico' dell'animale".

Ma Chiara Bini non è stata l'unica a darsi da fare per cercare di mettere in salvo quanti più animali possibili. La Clinica Veterinaria Cascina di Fornacette ha infatti offerto lo stallo e le cure gratuite per aiutare i proprietari di animali (selvaggi e non) feriti o smarriti per l'incendio. "Abbiamo curato - afferma il titolare Salvatore Maugeri - una tortora in stato di shock, di disidratazione e con diverse ustioni, e un cane maremmano che invece era comunque in buone condizioni. Ora stanno bene entrambi. La nostra disponibilità a offrire cure gratuite è comunque ancora valida: vogliamo condividere e partecipare a questa tragedia sperando che non si ripeta più".

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