Incendio del Serra, danni e tristezza per l'apicoltore: "Ora c'è il deserto"

Diego Bonanni è il titolare dell'Apicoltura La Valle Graziosa. Il fuoco ha distrutto l'apiario di suo padre a San Bernardo, da cui poi nacque l'azienda

Lo sguardo del Monte Serra ora non fa più sorridere. L'incendio che ha distrutto bosco e danneggiato abitazioni e imprese ha colpito anche l'Apicoltura La Valle Graziosa, azienda di Calci di Diego Bonanni. Un lavoro nato dalla passione per le api del padre, hobby che poi nel corso degli anni è diventata azienda di produzione locale. 

Le fiamme lo hanno colpito duramente, bruciando proprio quell'apiario da dove tutto era cominciato. Racconta Diego: "Abbiamo perso due apiari. Quello a Le Porte con una ventina di arnie, che avevamo per fare il miele al castagno, è stato lambito dal fuoco. Le api saranno morte per il fumo o il calore. Ci sono andato una volta ed ho visto che non volano, ci tornerò per salvare il salvabile. Per l'apiario a San Bernardo, il mio preferito, il primo, non c'è nulla da fare: è bruciato tutto".

Poco più di un anno fa Diego raccontava proprio a PisaToday la bellezza e le particolarità del suo miele. Oggi invece deve registrare i danni causati da un incendio senza un perché, con conseguenze che potevano essere anche peggiori: "Quest'anno avevo investito per incrementare la produzione, invece abbiamo perso 50 famiglie di api, sono migliaia e migliaia. Abbiamo altri apiari. Il fuoco a Crespignano è arrivato a 100 metri, ma lì ci siamo salvati. Poi a Caprona c'è un altro apiario, il fuoco è stato respinto da Vigili del Fuoco ed abitanti, che a secchiate d'acqua hanno difeso le proprie case. Cercheremo in qualche modo di riprenderci".

Oltre al danno economico c'è la desolazione dei luoghi. Una ferita nello spirito per chi in quel bosco ci viveva e lavorava: "Quando tornavi a casa e vedevi il monte dicevi: 'Io vivo qui'. Fra gli anfratti e i sentieri coperti da vegetazione era tutto nascosto, intimo. Ora è tutto pari, brullo, piatto. Grigio e nero. Siamo saliti due volte a San Bernardo per la strada di Caprile. Per la via abbiamo parlato con due anziani che vivevano qua da sempre. C'è un grande attaccamento, ci veniva da piangere a tutti". 

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