Inceneritore di Ospedaletto: un'indagine del Cnr chiarirà quali sono i rischi per la salute

Lo studio, commissionato dal Comune di Pisa, sarà coordinato dal dottor Bianchi che mercoledì è intervenuto ad un incontro organizzato da Legambiente per spiegare la metodologia della ricerca. I risultati saranno resi noti alla fine dell'anno

Gli inceneritori fanno male alla salute? E' a questa domanda che tenterà di dare una risposta l'indagine epidemiologica sugli agenti inquinanti nel territorio circostante l'inceneritore di Ospedaletto che il Comune di Pisa ha recentemente commissionato al Cnr. Il dottor Fabrizio Bianchi, che coordinerà l'indagine, è intervenuto ieri a un incontro organizzato a Palazzo Ricci da Legambiente Pisa per spiegare quali sono le metodologie e il significato della ricerca. Una ricerca che non riguarderà solo il territorio alla periferia della città, ma l'intero comune di Pisa.

"Gli obiettivi dello studio - ha detto Bianchi - sono essenzialmente tre. Il primo è quello di capire lo stato di salute di una specifica area all'interno di un territorio: in questo caso, quindi, come sta il comune di Pisa rispetto agli comuni della provincia. Il secondo è quello di capire come si distribuiscono le malattie e le morti, riconducibili ai fenomeni di inquinamento, sul territorio stesso, individuando così le zone più a rischio. Il terzo e ultimo obiettivo è quello di comprendere quali sono i legami tra l'inquinamento prodotto dall'inceneritore e queste malattie".

L'indagine, i cui risultati si conosceranno entro la fine del 2015, è basata sulla metodologia chiamata 'coorte residenziale'. "Una metodologia - ha proseguito il dottor Bianchi - che abbiamo adottato già in passato ad Arezzo. Andremo ad analizzare i dati relativi alle malattie e alle morti di tutti i cittadini che hanno abitato a Pisa nel periodo compreso tra il 2000 e il 2013 e considereremo ogni fattore: dalla zona in cui una persona ha vissuto fino al tempo che è stato residente in quella zona della città. Per esempio potrebbe darsi che qualcuno si sia trasferito a Pisa nel 2005, in quel caso prenderemo allora in considerazione gli anni che vanno dal 2005 al 2013. Si tratta di un lavoro molto difficile perchè si tratta di incrociare diversi dati provenienti da fonti diverse. L'indagine - ha concluso Bianchi - dovrà essere quanto più possibile partecipata. Proprio per questo i risultati a cui giungeremo nelle varie fasi saranno pubblicati on line e chiunque, in qualsiasi momento, potrà contattarci per avere chiarimenti sul nostro metodo di lavoro".

Presente all'incontro anche Marco Redini, responsabile dell'Ufficio Ambiente del comune di Pisa. "La ricerca - ha spiegato Redini - ci fornirà importanti indicatori in base ai quali valuteremo l'efficacia delle scelte politiche fatte. Per informare i cittadini organizzeremo diverse assemblee pubbliche, la prima delle quali già a marzo".

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