Infermiere morto in incidente: annullata l'inaugurazione del Polo di Cardiologia

La decisione è stata comunicata dall'Azienda ospedaliera. Nicola Palmieri, morto martedì pomeriggio, era in servizio presso il reparto di anestesia rianimazione cardiotoracica. Ormai è chiara la dinamica dell'incidente

E' stata rimandata la conferenza stampa prevista per questa mattina per l'inaugurazione del nuovo Polo di Cardiologia aritmologica. "La decisione - spiega una nota dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria pisana - è stata presa per il grave lutto che ha colpito tutto il Dipartimento Cardio-toraco-vascolare per la prematura scomparsa dell'infermiere Nicola Palmieri".

L'infermiere di 42 anni, in servizio presso il reparto di anestesia rianimazione cardiotoracica dell'Azienda ospedaliera, è morto ieri in seguito ad un incidente stradale avvenuto sulla superstrada. Intanto è in corso l'esame esterno sulla salma della vittima disposto dalla procura: anche se ormai non sembrano esserci dubbi sulla dinamica dei fatti. Palmieri era in sella alla sua moto di grossa cilindrata quando ha tamponato l'auto che lo precedeva sulla Firenze-Pisa-Livorno, in direzione di Firenze, ed è caduto lateralmente a terra: a quel punto è stato travolto e ucciso da un'auto che stava sopraggiungendo nell'opposta direzione di marcia.

Intanto i medici, gli infermieri, gli Oss delle Terapie intensive, la Direzione delle professioni infermieristiche ed ostetriche e tutta la Direzione aziendale hanno scritto una lettera per ricordare il collega prematuramente scomparso:

"E’ difficile pensare ed ancor più accettare che da un momento all’altro un collega, un amico, ci possa lasciare improvvisamente e ancor di più quando questo succede con la drammaticità di quanto è avvenuto a Nicola. Ha collaborato con impegno, dedizione e grande professionalità in molti contesti lavorativi e tutti i colleghi lo ricordano come un caro amico, un collega stimato ed apprezzato da tutto il gruppo, attento anche alle piccole cose, con la sua consueta simpatia e cordialità. E non possiamo dimenticare la sua relazione “il cuore oltre le macchine”: la passione e  l’amore per il proprio lavoro, l’importanza dei sentimenti, questo era Nicola. Quando un amico ci lascia, rimangono sempre delle cose in sospeso, di quanto avremmo voluto dirgli e non abbiamo detto, di quanto avremmo voluto dimostrargli e non lo abbiamo fatto, a tutti noi spetta quindi il compito di proseguire il nostro impegno quotidiano cosi come Nicola ci ha insegnato con la sua grande semplicità e simpatia. Ci sentiamo vicini con sentito affetto ai familiari e a tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo".

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