Morto in scooter mentre consegna le pizze: "Pony express maltrattati e sfruttati"

Una dura riflessione da parte del Sindacato Generale di Base sulle condizioni di lavoro in cui spesso si trovano i fattorini. Martedì notte la morte di Maurizio Cammillini

Un pony express (foto di repertorio)

"Dolore e rabbia dinanzi all'ennesima morte sul lavoro perchè i pony express lavorano e spesso in condizioni di grave pericolo e disagio per pochi euro al giorno". E' il Sindacato Generale di Base a commentare la tragica morte di Maurizio Cammillini, il 30enne deceduto nella notte tra martedì 4 e mercoledì 5 settembre, dopo aver perso il controllo dello scooter e aver sbattuto violentemente contro un palo dell'illuminazione. Maurizio stava effettuando consegne di pizze a domicilio, una circostanza che accende i riflettori sulle condizioni di lavoro dei fattorini.

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"I pony express sono lavoratori a cottimo, senza generalizzare molti di loro a nero, non sono più solo giovani studenti bisognosi di reddito per integrare i bilanci familiari - proseguono da Sgb - sarebbe il caso di guardare con attenzione alle condizioni di vita di questa forza lavoro precaria. Si corre da un angolo all'altro della città perchè spesso si viene pagati in base alle consegne e aumentandone il numero riesci a racimolare una cifra dignitosa. Invece di parlare di fato o di disgrazie bisognerebbe guardare a questi lavori con un occhio diverso, con un occhio critico, vedere i tempi e le modalità di lavoro, le condizioni dei mezzi, le disposizioni fornite dai datori di lavoro, garantire contratti regolari e pagamenti orari e non a cottimo".

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"Esprimiamo la nostra vicinanza alla famiglia e agli amici di Maurizio Cammillini ma è arrivato il momento che le autorità competenti si attivino concretamente a tutela di questa forza lavoro maltrattata e sfruttata" concludono dal Sindacato Generale di Base.

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