Ordinanze antidegrado, il sindaco incontra Danti: niente accordo, ognuno resta sulla sua posizione

Il sindaco non ha intenzione, come prevedibile, di ritirare le ordinanze. Bocciata anche la proposta di un Consiglio comunale aperto per discuterne. Danti presenterà una memoria scritta

Un momento dell'incontro (foto da Facebook)

Due posizioni assolutamente inconciliabili. Alla fine nessuna delle due parti è arretrata di un millimetro. Si è svolto ieri pomeriggio, lunedì 12 novembre, a Palazzo Gambacorti l'incontro tra l'ex assessore Dario Danti, multato per essersi seduto prima sul colonnato e poi sui gradini della chiesa in piazza dei Cavalieri, violando così l'ordinanza antidegrado, e il sindaco di Pisa Michele Conti, accompagnato dall'assessore alla Sicurezza Giovanna Bonanno, dal comandante della Polizia Municipale Michele Stefanelli e dal dirigente comunale Pietro Pescatore. Alla fine una stretta di mano e l'attesa, da parte delle casse comunali, di riscuotere la multa da 100 euro 'guadagnata' da Danti per il suo gesto di disobbedienza civile.

"Ho fatto due proposte al sindaco - spiega Danti - la prima era quella di ritirare l'ordinanza antidegrado che vieta di sedersi per terra o sui gradini delle chiese, ma come prevedevo ha rifiutato. La seconda era quella di organizzare un Consiglio comunale aperto per un confronto sul provvedimento, magari ad anno nuovo, prima di reiterare l'ordinanza (che scade infatti il 30 dicembre, ndr). Ma anche in questo caso il sindaco ha detto no. Anzi, mi ha chiesto di dare una mano per cercare di mandare via gli spacciatori. Con il mio gesto ho agito da privato cittadino, non ho partiti alle spalle, valuterò il da farsi. Quel che è certo, e questo l'ho detto anche al sindaco, è che per andare in Comune partendo dalla zona della stazione, ho contato ben 37 persone sedute su gradini o sui new jersey di cemento" ironizza Danti.

Il sit-in in Logge di Banchi: video

"Ho spiegato a Dario Danti che le ordinanze sono necessarie, in questo preciso momento storico, per invertire la tendenza di una città che da troppi anni è prigioniera di degrado, spacciatori e venditori abusivi, purtroppo grazie anche al lassismo delle amministrazioni precedenti compresa l'ultima, di cui anche Danti faceva parte - afferma il sindaco Conti - gli ho spiegato che non vogliamo limitare la libertà di nessuno ma al tempo stesso non possiamo tollerare l’anarchia: Pisa deve tornare ad essere la città dei diritti di chi si assume l’onere dei propri doveri. La città delle regole e non del caos".
"Anche su questo, e Danti che è un politico navigato lo sa benissimo, si è giocata la partita delle ultime elezioni amministrative e i pisani hanno scelto da che parte stare - prosegue il primo cittadino - la visione della città di Danti è stata sonoramente bocciata dagli elettori, mentre è nostro preciso dovere rispettare il programma con cui siamo stati eletti e la volontà della maggioranza dei pisani. Ci diamo quindi, come comunità, poche semplici regole di convivenza civile e coabitazione della città: rispettate quelle, tutto il resto è libertà".
"Sono comunque contento che Danti continui ad occuparsi della cosa pubblica e a lui ho fatto un appello: smetta di giocare al disobbediente come quando aveva 20 anni e dia il proprio contributo al miglioramento della città - sottolinea Conti - smetta di strumentalizzare politicamente delle ordinanze necessarie e contribuisca a costruire una necessaria inversione di tendenza culturale del modo di vivere la città. Invece di sedersi in piazza dei Cavalieri venga con noi a contrastare i fenomeni di spaccio e di vendita abusiva di alcolici. Spieghi ai giovani che ci sono spazi deputati al divertimento dove poter bere in compagnia e cioè nelle pertinenze degli esercizi commerciali che pagano le tasse ed il suolo pubblico. Spieghi con noi che la piazza dei Cavalieri è patrimonio di tutti, studenti, turisti e pisani e non il pisciatoio della città".
Poi il sindaco attacca l'iniziativa 'Cavalieri senza vetro', un progetto lanciato dall'amministrazione Filippeschi per educare i giovani al rispetto dei luoghi: "Danti mi risulta sia stato uno dei promotori e mi domando: era davvero necessario spendere dei soldi pubblici per insegnare a dei ragazzi iscritti all’Università che le piazze frequentate e vissute vanno lasciate pulite? Era necessario rincorrerli con i cestini in mano affinché gettassero nel posto giusto la bottiglia di birra appena finita? Io penso fosse un insulto alla loro intelligenza e una spesa assurda per i cittadini di Pisa".

Ordinanza e protesta di Danti: cosa ne pensano i cittadini?

La multa dunque resta al suo posto: "Ho intenzione di presentare una memoria scritta per contestare la sanzione, poi valuterò se presentare ricorso al Presidente della Repubblica: ho 120 giorni di tempo" sottolinea Danti. "Risponderò volentieri in tutte le sedi opportune spiegando le motivazioni alla base delle nostre azioni. Le ordinanze non si ritirano" ribatte il primo cittadino. Eh sì, è proprio vero: le due posizioni sono distanti anni luce.

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