Spostamento Bancarelle, l'incontro con l'assessore: "Passi avanti, Pesciatini ci ha ascoltato"

Da Confcommercio, con la neonata Commissione Duomo, sottolineano il cambio di registro rispetto alla precedente amministrazione. Urgente la necessità di far traslocare le bancarelle

Lo spostamento delle bancarelle da Piazza Manin sul tavolo della nuova amministrazione comunale guidata dal sindaco Michele Conti.

Una delegazione della Commissione Duomo di ConfcommercioPisa, in questi giorni al centro di accese polemiche, ha incontrato nella giornata di venerdì pomeriggio, 3 agosto, l'assessore al Commercio e Turismo del comune di Pisa Paolo Pesciatini. Presente all'incontro anche il presidente della Fiva ConfcommercioPisa Franco Palermo e il capo di gabinetto del Comune di Pisa Massimo Donati.

Il presidente della Commissione Duomo di Confcommercio Roberto Tarabusi, al suo primo incontro ufficiale, ha avuto modo di esporre nel dettaglio quelle che sono le principali e ben note questioni che affliggono gli operatori delle bancarelle. “A partire dalla ormai non più accettabile, indegna e vergognosa sistemazione delle 44 bancarelle in piazza Manin - ha spiegato Tarabusi all'assessore al commercio e turismo - sistemazione che quando fu prospettata avrebbe dovuto durare al massimo sei mesi e che invece perdura ininterrotta da quasi cinque anni. Occorre mettere fine a questa situazione che è diventata inaccettabile per tutti e affrontare piuttosto velocemente, dopo anni di colpevole latitanza della precedente amministrazione comunale, i nodi che restano tutt'ora irrisolti di questa incresciosa vicenda. Abbiamo colto e apprezzato la disponibilità dell'assessore Pesciatini, noi siamo determinati ad arrivare fino alla fine di quest'incubo che vede 44 operatori lavorare in condizioni indegne”.

incontro bancarelle duomo confcommercio assessore pesciatini-2

Esprime una certa fiducia anche il presidente della Fiva Franco Palermo: “L'assessore ci ha ascoltato con attenzione e già questo è un enorme passo avanti rispetto al passato quando neanche eravamo ricevuti. L'obiettivo è quello di lavorare e collaborare con l'amministrazione comunale al fine di individuare una soluzione che metta un punto netto e definitivo. Abbiamo presentato le nostre proposte, confermando la nostra disponibilità al dialogo, sottolineando però con forza come il tempo di realizzazione delle stesse sia determinante per il lieto fine di questa vicenda, anche perché durare ancora nelle condizioni di piazza Manin è diventato ormai impossibile”.

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Commenti (7)

  • in effetti non si capisce dove nasce il diritto di stare in Piazza.su che base diritto di superficie di proprietà comodato.la piazza e bella cosi come è ora

  • volete rientrare in piazza ? benissimo dovete vendere prodotti artigianali. avere personale qualificato in divisa multilingua. cinese included ovviamente. inoltre scontrinare ogni singolo oggettino...non ghiozzi patentati ultra della nordeeee

    • Sottoscrivo e condivido in pieno. Che razza di beneficio danno alla città questi presunti "commercianti"? Ci si lamenta tanto dei senegalesi che vendono roba contraffatta sulle spiagge. E dei troiai made in China che vende questa gente nessuno dice nulla? Io lo chiamo paraculismo, altroché!

  • A largo griffi al Max. Via da li e dal Duomo quell'indecorosa tendopoli.

  • Positivo che l'articolo abbia finalmente omesso la questione piazza dei Miracoli. È oggettivamente improponibile, come non mai si doveva fare quell'accrocchio in piazza Manin. Che comincino a tirar fuori nuove idee, anche per dimostrare di averne. Se la politica deve essere solo voto di scambio (perché è questo il livello che pongono i bancarellai e Confcommercio), allora signori cari ci ponete un bel problema. Ma non penso che siamo a questo. A proposito: non è che piazza Arcivescovado, con quelle baracche di vendita sia meglio di piazza Manin! Farci una pensata una volta sola sull'intero pacchetto?

    • Perché, per esempio, nessuno ha mai sollevato il problema di imporre a questa gente la vendita di prodotti artigianali, che certamente avrebbero molto più senso delle cineserie propinate ai turisti come souvenir d'Italie? Più genuini di quelli sarebbero le foto al deretano di Amici Miei!

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