Caos fidejussioni, l'indagine del Comune: sono 27 le polizze non idonee

Resi noti i primi risultati dell'indagine interna, ancora in corso. Interessati 14 milioni di euro di opere. Fatte 4 denunce alla Procura e aperti due procedimenti disciplinari

Comincia a delinearsi il fronte delle fidejussioni 'carta straccia' in possesso del Comune, garanzie finanziare non valide accettate dall'ente a copertura di opere a scomputo ed oneri di urbanizzazione. I casi di abusivismo finanziario sono andati moltiplicandosi su tutto il territorio nazionale, con anche a Pisa casi eclatanti come Boccadarno, Sviluppo Navicelli e Gruppo Bulgarella. A questi si riferiscono 14 delle 27 polizze attive non idonee riscontrate dall'attività d'indagine interna disposta dalla direttiva del sindaco n. 78184 del 7 novembre 2015, come spiegato oggi alla conferenza stampa di aggiornamento sui dati raccolti finora.

A registrare i dati è la relazione del segretario comunale Marzia Venturi, incaricata delle verifiche con la previsione di una commissione tecnica d'indagine. Come detto sono 27 le polizze non risultate idonee, su un totale di 200 controllate. Sono tutte nell'ambito della Direzione Edilizia Privata, nessuna criticità è stata riscontrata su polizze per appalti di lavori pubblici. "L'attenzione si è concentrata su garanzie di società finanziarie e confidi, le più a rischio" ha spiegato il segretario.

Nel dettaglio 7 polizze riguardano il pagamento di oneri di urbanizzazione rateizzati, per 1 milione di euro di crediti da riscuotere. Sono 20 invece le garanzie di opere a scomputo, lavori da realizzare o realizzati, per un totale di circa 14 milioni di euro. Al momento della consegna delle polizze 13 sono state presentate da soggetti non abilitati nei confronti del pubblico, 12 da confidi al pari non abilitati e 2 da soggetti cancellati dai registri. Il Comune ha avanzato 17 richieste di sostituzione polizze, nessuna delle quali è stata evasa. Sono al vaglio il livello di esecuzione delle opere coperte dalle garanzie. In alcuni casi sono ad un "buono stato di avanzamento" specifica la relazione, con quindi la liberazione dalla fidejussione in caso in cui l'intervento venga completato.

L'indagine interna al momento ha portato a 4 denunce alla Procura della Repubblica e l'apertura di due procedimenti disciplinari a carico di dirigenti che, secondo l'assetto organizzativo del Comune, hanno diretto gli uffici competenti al ricevimento delle polizze. Stessi procedimenti sono stati aperti a carico dei responsabili dei procedimenti coinvolti, per valutare l'eventuale omesso controllo. Non è escluso si aprano anche altre verifiche, ma non è detto che si giunga a sanzioni di alcun tipo. Se infatti da un lato il problema si è verificato per una mancata verifica, dall'altro "non era mai stato previsto prima un protocollo di verifica da seguire".

>>> LA SITUAZIONE DI BULGARELLA, NAVICELLI E BOCCADARNO <<<

In tema di controlli infatti solo a partire dalla lettera protocollata n. 87582 del 17 dicembre 2015 sono stati mandati a tutte le direzioni del Comune "specifici indirizzi applicativi sulla ricezione e sul controllo delle polizze fidejussorie consegnate per la realizzazione di opere a scompito". Aspetto cautelativo che sarà potenziato tramite un protocollo operativo in corso di definizione con Sepi, al fine di disciplinare la riscossione delle entrate patrimoniali legate a fidejussioni. Quest'ultimo provvedimento sarà adottato entro febbraio.

Prima di capire chi ha sbagliato c'è da stabilire se si è sbagliato. Il sindaco ha infatti scritto una lettera al governatore della Banca d'Italia Visco e al presidente nazionale Anci Fassino dove, spiegando la situazione pisana e le difficoltà di tanti enti colpiti da "truffe e vicende opache" (si parla di ministeri, agenzia delle entrate, Inps, questure), si evidenzia come "non si rileva un espresso dato normativo che imponga un obbligo di verifica e controllo circa la sissistenza di requisiti di validità/regolarità delle polizze fidejussorie. Sia la Corte dei Conti nella deliberazione 12/2011, sia l'Anac nei recentissimi pronunciamenti di novembre 2015, fanno riferimento a raccomandazioni e proposte finalizzate a futuri interventi legislativi necessari per elaborare un'adeguata disciplina al caso in esame". Devono quindi pronunciarsi sul tema gli stessi vertici garanti per individuare le responsabilità. L'obiettivo della lettera è quindi quello di creare un "confronto utile a creare un sistema d'informazioni e di vigilanza capace di riparare i comuni dal rischio di truffe ai loro danni".

"Se ci sono stati degli errori - afferma in conferenza stampa il sindaco - sono sicuro che sono stati fatti in buona fede. Non ci sono stati atteggiamenti preferenziali verso determinati imprenditori. Vedendo i tanti casi nazionali è chiaro che la normativa sia carente, non ci sono indicazioni per gli enti locali. Certamente chi ha rilasciato fidejussioni inefficaci sapendo di farlo sarà perseguito, così come la magistratura accerterà le eventuali responsabilità di chi le ha fatte circolare. Noi come Comune ci sentiamo parte lesa. La situazione resta in corso di riconoscimento, ma vedo che anche nei casi più critici la situazione dei lavori appare comunque migliore di quanto possa sembrare".

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