Morte per reazione allergica: l'autopsia conferma lo shok anafilattico

L'esame autoptico, effetuato mercoledì, ha confermato l'ipotesi iniziale senza tuttavia fornire ulteriori elementi utili per le indagini

E' stata effettuata oggi, mercoledì 18 luglio, l'autopsia sul corpo di Chiara Ribechini, la 24enne di Navacchio morta la sera di domenica mentre tornava in auto da un ristorante di Colleoli, nel quale aveva cenato con il fidanzato e due amici. L'esito dell'esame autoptico ha confermato quella che era l'ipotesi inziale, senza tuttavia fornire ulteriori elementi utili a chiarire la dinamica dell'accaduto: la giovane è deceduta in seguito ad uno shok anafilattico provocato, probabilmente, da un alimento a cui era allergica.

La ragazza soffriva infatti di una forte allergia a uova, latte e derivati. La cucina del locale, dopo essere stata posta sottosequestro, è ora sotto la lente di ingrandimento dei Nas di Livorno che dovranno verificare se nella preparazione dei cibi siano o meno stati utilizzati degli allergeni in grado di poter provocare la reazione allergica della ragazza. Sul caso è stato aperto un fascicolo con l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Iscritta nel registro degli indagati la titolare del locale.

Quella sera il ristorante era affollato per un matrimonio e non si esclude che nella confusione possa esserci stata un’involontaria contaminazione tra una delle portate della cena di nozze e un piatto servito alla ragazza. I sospetti degli inquirenti si concentrano in particolare su una bruschetta di pane, forse prodotta con una minima quantità di latte, sulla quale era appoggiata una vellutata di piselli.

Un'ipotesi che però potrebbe non bastare a spiegare completamente quanto accaduto. Chiara ha infatti cercato di curare la crisi respiratoria che l'ha colpita con i propri medicinali, tentando di iniettarsi nella gamba, con una siringa, l'adrenalina che avrebbe potuto salvarla. Purtroppo né quella nè l'intervento d'urgenza del 118 hanno però impedito che la sua vita finisse alle ore 23 circa in zona La Rotta, davanti compagni e soccorritori. L'ago della siringa utilizzata da Chiara era piegato a 90 gradi. Quest'ultima è stata sequestrata dagli inquirenti insieme alla capsula di adrenalina. Forse la giovane a causa del malore non è riuscita a iniettarsi completamente la dose necessaria per salvarle la vita.

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Nel tragitto che dal ristorante porta a luogo del decesso Chiara ha anche vomitato. Alcuni campioni del contenuto gastrico sono stati prelevati dagli inquirenti e potrebbero essere utili nel prosieguo delle indagini.

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