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Innocenze perdute: il film di Giusiani selezionato per i "Corti d'argento"

Il cortometraggio del regista pisano ha già riscosso numerosi successi. Ora è candidato per i "Corti d'argento". Il film racconta la storia dei bambini che vivono nella periferia romana

Elisa Piras 16 febbraio 2012

Guardando il trailer del film "Innocenze perdute", si capisce subito come Francesco Giusiani abbia saputo cogliere e raccontare le difficili realtà della periferia romana. Infatti le motivazioni delle vincite di alcuni premi evidenziano all'unanimità l'efficacia con cui il regista ha portato in scena un mondo caratterizzato dal forte condizionamento dei media, che diffondono fin dall'infanzia modelli e comportamenti negativi.

Francesco Giusiani ha girato il suo primo lavoro a 13 anni, oggi che ne ha 27 il suo film è stato selezionato per concorrere ai “Corti d’Argento”, nella sezione dei “Nastri d’Argento” che premia i cortometraggi. Laureato in cinema all’Università di Pisa, ha girato “Innocenze perdute” nel 2010 ed entro la fine di febbraio si saprà se la sua opera sarà una delle dodici finaliste del prestigioso premio, promosso dal Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani.

Un grande riconoscimento per il giovane pisano e per il suo cortometraggio. Un film di 13 minuti che ha le musiche firmate da Manfred Giampietro, anche lui laureato a Pisa e attualmente direttore dell’Orchestra universitaria. Giusiani si è diplomato all’Accademia del cinema e della televisione di Cinecittà, specializzandosi in regia cinematografica sotto la guida di Carlo Lizzani e Cristiano Bortone.

L’idea del cortometraggio è nata  quando Giusiani abitava a Roma e aveva la possibilità di frequentare le periferie della capitale, entrando in contatto con le realtà marginali della metropoli. “Un amico mi ha portato a fare un giro nella 'Roma intorno a Roma' - spiega il regista - in quelle parti di città sconosciute e inaspettate, dove scopri che a comandare sono vere e proprie baby gang. È lì - continua a dire Giusiani -  che sono entrato in contatto con i bambini del luogo, decidendo di girare una storia proprio su loro: gli abitanti dei quartieri difficili che vivono secondo lo schema della paura”.

La storia di Giusiani ha per protagonisti proprio quei ragazzi, tutti tra i 10 e i 15 anni, scelti tra i palazzi e nei campetti di calcio che fanno da sfondo alle scene del cortometraggio. Per selezionarli il regista è andato a cercarli nelle strade e ha fatto loro una specie di provino,  "anche se  - confessa il giovane pisano - sono stato io ad essere stato esaminato dai miei  “attori”, diffidenti verso chiunque venisse da fuori".

Per dirigerli non ci sono state sceneggiature vere e proprie - specifica Giusiani - ho fatto con loro una specie di gioco di ruolo, facendo delle semplici domande e ho semplicemente cercato di guidarli nella storia, lavorando sulle intenzioni e sui toni. La cosa sorprendente è stata vedere che loro facevano quello che io avevo pensato, ed è stato allora che mi sono reso conto di aver scritto una storia vera”.

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Oggi alcuni di quei bambini fanno teatro e forse il cortometraggio di Giusiani è servito per trovare una vera passione. Il regista, dottorando al dipartimento di Storia delle Arti, ha già in cantiere altri progetti, documentari, riadattamenti di opere letterarie e un lungometraggio.  Intanto si gode il successo di “Innocenze perdute” che, oltre alla nomination ai Corti d’Argento, ha già vinto alcuni premi e girato molti festival. Nel 2011 è entrato in concorso ai David di Donatello ed è stato presentato alla 64ª edizione del Festival di Cannes, nella categoria court-metrage e all’ultima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

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