Pisa fuori dallo Sprar: il caso diventa nazionale con un'interrogazione parlamentare

A predisporre l'atto alla Camera è stato il deputato di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni

Immagine di archivio

Il governo nazionale sarà chiamato ad esprimersi sull'uscita dal progetto di accoglienza Sprar, decisione presa dall'amministrazione pisana a fine marzo scorso. E' il deputato di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni a promuovere un'interrogazione parlamentare sul caso, chiedendo a Conte, Salvini e Di Maio "se e con quali strumenti il governo intenda intervenire per garantire che i percorsi di integrazione avviati tramite il sistema Sprar dagli uomini e dalle donne richiedenti asilo e rifugiati", per sapere se le persone coinvolte "possano proseguire nello stesso territorio in cui essi hanno avuto inizio affinché non si vanifichi quanto fatto". 

Oltre alla parte dell'accoglienza c'è quella lavorativa, in quanto Fratoianni ricorda che "ci saranno 11 operatori, di cui 9 donne, 4 mamme, con una specifica esperienza nell'ambito dell'accoglienza di persone straniere, che rischiano di non poter più continuare a svolgere il proprio lavoro". Per questo chiede al Ministro del lavoro se "intenda Intervenire per impedire che la chiusura degli Sprar determini nel presente e nel futuro una perdita occupazionale per tutte quelle figure professionali che hanno maturato una specifica esperienza e che operano con dedizione nell'ambito dell'accoglienza delle persone straniere".

Il deputato ricorda come "l'uscita dai progetti Sprar, secondo l'assessore al sociale del Comune di Pisa, sarebbe stata decisa per disporre e impegnare tutte le risorse umane e materiali dell'ente totalmente nelle tematiche sociali rivolte alle persone che risiedono da tempo in quel territorio e in particolare su progetti che riguardano il contributo per l'integrazione Tari, il contributo per la maternità e il bonus bebé. Tale motivazione dimostra come ancora una volta sul tema dell'immigrazione e dell'integrazione si proceda in termini puramente propagandistici, mettendo in contrapposizione i diritti dei cittadini, in questo caso pisani, con quelli dei migranti, dei rifugiati e richiedenti asilo".

Inoltre Fratoianni ricorda che "il Decreto Sicurezza ha modificato lo Sprar in Siproimi: 'Sistema di Protezione per Titolari di Protezione Internazionale e per minori stranieri non accompagnati', escludendo dalla modalità di accoglienza integrata i richiedenti protezione internazionale; i sindaci rimangono comunque protagonisti nella proposizione e nella definizione delle progettualità del sistema di accoglienza mentre la giunta pisana decide in maniera strumentale, visto che cofinanzia gli Sprar con una cifra irrisoria rispetto ai ritorni in termini di sicurezza sociale e risorse monetarie, di uscire dal sistema Sprar".

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